“Sii te stesso, accetta le tue stranezze.
Essere strani è qualcosa di meraviglioso.
Non considerarlo un problema o una difficoltà nella tua vita”
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@silviadoria
“Sii te stesso, accetta le tue stranezze.
Essere strani è qualcosa di meraviglioso.
Non considerarlo un problema o una difficoltà nella tua vita”
“La felicità non si identifica col raggiungimento di qualcosa che non abbiamo ma si ottiene piuttosto con l’individuare e l’apprezzare ciò che già possediamo” Leo Buscaglia Fonte: http://psicoadvisor.com/la-piramide-della-felicita-il-segreto-per-essere-felici-2123.html
Per quanto assurda e complessa ci sembri la vita è perfetta Per quanto sembri incoerente e testarda se cadi ti aspetta Siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta
(via cosavuoifarefelicedafareschifo)
E se provassimo a trovare un’altra forma o se dovessi far da solo; solo un’altra traiettoria fino a scoprire che l’antidoto alla mia malinconia è una felicità, e non per forza, la mia
La tua felicità, Niccolò Agliardi ed Edwyn Roberts (via cosavuoifarefelicedafareschifo)
Ti sembra poco ma non lo è
Ti sembra poco, Niccolò Agliardi (via cosavuoifarefelicedafareschifo)
Aiutami a far fronte, il meglio possibile, all’immediato e a riconoscere l’ora presente come la più importante. Dammi di riconoscere con lucidità che le difficoltà e i fallimenti che accompagnano la vita sono occasione di crescita e maturazione. Fa’ di me un uomo capace di raggiungere coloro che hanno perso la speranza. E dammi non quello che io desidero ma solo ciò di cui ho davvero bisogno. Signore, insegnami l’arte dei piccoli passi.
Antoine de Saint-Exupéry
Piume.
“Alexa Moreno. Di tutte le atlete di queste Olimpiadi è la mia preferita. Valanga di insulti perché non è la classica ginnasta magra, nervi e ossa. Il qualunquismo estetico la definisce grassa. Alexa ha muscoli, forme, è un'atleta vera. I suoi volteggi, la sua velocità sono tutt’altro che sgraziati. Ora, con il suo corpo, il suo 1.50 di muscoli e allenamento, è riuscita a entrare tra le trentuno migliori atlete di ginnastica artistica del pianeta. La parte maggiore di chi la insulta o dà giudizi non conosce questa disciplina, non riuscirebbe a fare la metà dei suoi esercizi, non terrebbe nemmeno per qualche secondo le sue posizioni in equilibrio sulla trave. L’insopportabile maleducazione estetica che definisce bellezza solo ciò che risponde a categorie definite da aziende di moda è cosa triste. Nulla è peggio del conformismo da pancia piatta e gamba slanciata come uniche definizioni del bello. Per fortuna Alexa vola oltre le miserie.”
- Roberto Saviano
Roberto Benigni - La donna nel Talmud
“Abbi cura di quello che sei
Di ciò che senti e ciò che vuoi
E non dimenticarlo mai”
- Francesca Michielin
Quando combatti e forse alla fine... vinci!
“Ciao mi chiamo Vanessa e ho 29 anni e sono il primo caso in Europa di cancro al cuore che fin ora ha avuto successo. La strada è ancora lunga, mi aspettano mesi di riabilitazione e terapie, mail primo passo è stato fatto. Prima Pet negativa!” 25 Luglio 2015
“Oggi dopo due anni ho messo il mascara, oggi dopo due anni ho indossato un vestito elegante, oggi dopo due anni ho sgomberato la mente da pensieri pesanti....oggi non c'è dolore. Solo per oggi voglio far finta di non essere ancora in balia del nemico. Oggi è la mia festa. Domani si torna a combattere, ma oggi...oggi lasciatemi cantare anche se non ho fiato...lasciatemi ballare anche se le gambe tremano e i passi sono incerti. Oggi il mio nemico deve dormire. Proprio oggi...e solo oggi...voglio riposare... perché il mio nemico non riposa mai...ma oggi io me lo merito... Il mio nemico si chiama angiosarcoma cardiaco scarsamente differenziato di terzo grado. Tanto lungo a dirsi..quanto raro..stando ai manuali ammalarsi di questo tumore è pari a una condanna a morte [...]. E’ pressappoco come essere morsi dal serpente più velenoso e non avere un antidoto. Si procede a tentativi... Siamo talmente pochi nel mondo che non esiste un modo giusto per curarsi. Ho subito varie operazioni, l'abbiamo reciso, bruciato, avvelenato e avvelenato ancora...e con lui il mio cuore. Eppure è ancora qui, dentro di me, dentro la parte di me più vera... Ha sporcato il mio cuore...ma non i miei sentimenti. Sto ripulendo entrambi con costanza e devozione..chissà che prima o poi ceda e vada via...per sempre. C'è chi mollerebbe tutto per vivere il tempo che rimane senza soffrire...nessuna cura...nessun tentativo. C'è chi crede...c'è la fede.. C'è Affidarsi anima e corpo e pregare... E poi ci sono quelle come me...devote ai sogni più che ai santi.. Ci sono quelle che della forza di volontà ne hanno fatto un arma...della resistenza una risorsa [...] Ci sono io che di scientifico e razionale non ho niente...che sono tutta anima e cuore..ci sono io che non lo accetto...che questo ruolo da ammalata mi sta stretto... Ci sono io che non credo in Dio, da manuale, come ci si aspetta.. Che non chiedo niente per me...che non imploro...ma combatto...ci sono io che se mi capita di pregare è sempre per qualcun altro. Ci sono io che le statistiche non le ho mai capite...ci sono io che a mamma e papà hanno detto: sua figlia ha al massimo due mesi... e sono ancora qui, dopo due anni, ammaccata e svilita ma speranzosa. Ci sono io che se mi dicono non camminerai...mi impegno per correre. E poi ancora io...che se mi dicono “ non guarirai"...devo credere nei miracoli. E oggi...solo per oggi...nei miracoli ci credo più che mai...” 26 Maggio 2016
fonte: https://www.facebook.com/biancaneve.eisettenani.587
[Chi è l'educatore che vorrei] di Alessandro Bergonzoni
L’educatore che vorrei e l’educatore che è è un educatore che fa un altro tipo di formazione. Fa una formazione interiore poi ulteriore, poi esteriore. L’educatore secondo me non è solo chi fa questo mestiere, l’educatore è anche colui che deve essere educatore, terapeuta, assistente sociale, uomo, donna, bambino,animale,cosa,cane,albero,pianta…è inutile suddividere il tema del verde, poi il tema della conservazione dei beni artistici, poi il tema della Terra, poi il tema del Mare, poi il tema delle Carceri, poi il tema dei Migranti. Noi lavoriamo a 370 gradi su questa impostazione completamente omnicomprensiva.
Così io lo vedo l’educatore.
L’educatore io lo vedo che va negli asili a raccontare ai bambini che è li dove c’è il nostro Governo, il nostro Parlamento, dove si cominciano a fare leggi col cervello ed a capire la vita. Andrei li per raccontare che esiste anche l’arte, la poesia, che non esiste solo la realtà, il dimostrabile, l’esperibile, che non esiste solo la scienza ma esiste anche la coscienza, esiste anche l’invisibile e bisogna cominciare ad allargare: io lo chiamo “voto di vastità”. Io credo che questo sia anche il bisogno del “granchè”. Molti dicono che gli assistenti sociali, gli educatori non sono un “granchè”. Ecco, chiediamoci cos’è il “granchè”. Io credo che l’educatore sappia benissimo cos’è il “granchè”.
Il tema è lo stato d’animo, cominciare a diventare, non avere solo bisogno di avere successo ma far succedere, non avere solo bisogno di essere avvenenti ma fare avvenire. Questo io lo dico con paura, anche se non l’avrei. E’ un tema spirituale, anche metafisico, non è un tema religioso. Io dico che devi cambiare certi, non mi fare dire valori, non mi far dire cultura, devi cambiare frequenza. Prima ho parlato di frequenza, per me è una questione quantistica, di onde. Se tu emani determinate onde puoi cambiare e muovere quello che vuoi. Se tu sei chiuso, sei tappato e credi che soltanto con la parola, soltanto con la politica, soltanto con il gesto, devi arrivare ad una rivelazione. Non è che questa rivelazione la debbano avere solo i geni, solo gli artisti, solo i papi, solo i grandi politici e condottieri; noi in nuce ce l’abbiamo tutti, dobbiamo puntare a quella rivelazione lì.
(intervista breve ad Alessandro Bergonzoni l’ 11 marzo 2016 a Torino, per il convegno “La città del Noi” a cura di Mariarosa Di Marco, dalla trasmissione “Sig.re e sig.ri il welfare è sparito!-Radio Kairos” del 15/3/2016)
Paola Cortellesi con Marco Mengoni e (Matteo Valentini) monologo sul "Bullismo" - Laura E Paola del 01/04/2016
Monologo molto bello, che fa capire come il bullismo vada “combattuto”, fermato, attraverso le voci di Paola Cortellesi e Marco Mengoni che ha accompagnato il monologo con la sua canzone “Guerriero”, un testo che vuole esprime amore, affetto e protezione. Infatti il testo stesso dice che a volte, infatti, per affrontare una situazione problematica in cui sembra non esserci via d’uscita, bisogna cercare di guardare il tutto da una prospettiva diversa; non mancheranno né il dolore né le delusioni e appunto, nonostante egli non sia invincibile, sarà sempre pronto a ritrovare la motivazione per rimettersi in piedi e combattere ancora.
fonte: http://www.unamusicapuodire.it/guerriero-marco-mengoni
In una terza elementare della scuola primaria di Copparo, la maestra Margherita Aurora ha fatto fare alla sua classe un compito sugli aggettivi. Un suo piccolo alunno ha scritto di un fiore che era PETALOSO. La parola, nonostante fosse inesistente, ha colpito in particolar modo la maestra che ha deciso di inviarla all’Accademia della Crusca per farne una valutazione. Ebbene, l’Accademia della Crusca ha risposto a Matteo, il piccolo inventore di parole belle! La lettera dice: “ La tua parola è bella e chiara (…) Ma sai come fa una parola ad entrare nel vocabolario? Perché entri in un vocabolario, bisogna che la usino tante persone e tante persone la capiscano. Se riuscirai a diffondere la tua parola tra tante persone e tante persone in Italia cominceranno a dire ‘Come è petaloso questo fiore’, ecco allora che petaloso sarà diventata una parola dell’italiano”. Qui nel pianeta Improntart, abbiamo deciso di ribattezzare le nostre Lampade Papavero, costruite con materiali di recupero, con un nuovo nome, come dire… un po’ più petaloso!
“Noi uomini tendiamo a dare per scontato le cose belle”
Bosso, pianista, direttore d'orchestra di fama […]che suona tra Londra e i più prestigiosi teatri del mondo. Bosso è affetto da una malattia neurologica degenerativa che non limita la sua creatività e le sue capacità di musicista.
“La musica è come la vita, si può fare in un solo modo, insieme”, il suo messaggio. E ancora: “noi uomini tendiamo a dare per scontate le cose belle. La vita è fatta di dodici stanze: nell'ultima, che non è l'ultima, perché è quella in cui si cambia, ricordiamo la prima. Quando nasciamo non la possiamo ricordare, perché non possiamo ancora ricordare, ma lì la ricordiamo, e siamo pronti a ricominciare e quindi siamo liberi”.
Un'emozionante testimonianza di qualcuno che non si arrende.
Persone come queste sono persone da cui prendere esempio ogni giorno a partire dalle piccole cose,le più banali. Amare la vita,la musica, la condivisione, lo stare insieme; è questo che ci rende persone migliori.
fonte: http://m.huffpost.com/it/entry/9204332