29/04/2021 - 11:30
È la prima volta che ti penso durante il giorno. Non ci avevo mai fatto caso mi ti ho sempre pensato con le tenebre, come se il buoi fosse qualcosa che mi proteggesse o almeno mi facesse sentire meno in colpa per quello che sentivo. Anche questo è assurdo: perché sentirsi in colpa per sentire qualcosa? Alla fine a vent’anni è bello sentire, scalpitare e anche patire. Però me ne vergognavo, e ancora non riesco a spiegarmi la vera motivazione. Però oggi ti ho pensato con la luce del Sole ed è stato fantastico; non perché riuscissi a sognare meglio ma perché tutto era più chiaro. Quasi cristallino.
Ma la cosa più bella è che ho capito: ho capito non solo che devo andare avanti, ma soprattutto come superare tutto questo, ed è sinceramente elettrizzante. Quindi questo da parte mia è una fine.
Grazie per avermi dato delle sensazioni meravigliose, per avermi fatto sentire come una ragazzina di nuovo; grazie per avermi fatto capire che posso ancora sentire qualcosa che non sia sempre cautamente razionale, ma anche folle e irraggiungibile. Grazie per quel sapore di ignoto e forse proibito, che per quanto alle volte doloroso, ti lascia sulla pelle una sensazione indefinibile.
Grazie, anche se non sei stato consapevole di nulla. Almeno lo spero.










