Lo sapevate? – il piano inclinato dei cultismi
Sintassi e grammatica non sono sinonimi.
Non è corretto né sensato, quindi, dire per esempio:“Tizio è bravo nella sintassi” a meno che non intendiate:“Tizio è bravo [in italiano] a rispettare l’ordine naturale degli elementi in una frase”, ordine che consiste di soggetto, cui segue il verbo, cui segue il complemento oggetto, cui seguono eventuali altri complementi. Se non si è bravi nella sintassi, c’è quindi qualche grosso problema non solo di competenza linguistica, ma anche logica: infatti, quasi tutte le lingue europee moderne (ma non antiche, e di questo tratteremo) seguono l’ordine soggetto+verbo+oggetto. Quindi, da qualunque lingua europea si provenga, è davvero difficile che parlando l’italiano si riesca a sbagliare l’ordine standard dei costituenti della frase.
Se succede, se cioè qualcuno inizia a dire “Un gioco comprato ho io”, oltre a preoccuparvi del suo stato cognitivo, potrete allora dire che non è bravo nella sintassi. Diversamente, se compie errori di vario genere, si tratterà, assai banalmente, di errori grammaticali (di cui quelli sintattici sono un sottoinsieme!).
L’umile spiegazione che sento di addurre al fenomeno è che sintassi sembra forse una parola più ganza, di conseguenza suona erroneamente come la versione colta (o cultismo) della parola grammatica. E pensare che sono entrambi due grecismi, soltanto che grammatica è ormai usurato da secoli di uso nelle bocche più comuni, mentre sintassi, evidentemente, un po’ meno.













