The Langobards/Lombards/Longobards are an Italic-Germanic tribe with origins in southern Scandinavia around the first centuries B.C. and A.D.
Their steady migration southward can be retraced by archaeological artifacts, which show their Scandinavian origin.
Their early connections to (the geographical city of) Rome made them very influential in the Western Roman world; on financial, military, religious but also law practice and kingship levels.
The Lombards were quickly christened and were the founding fathers of many religious institutions in northern Italy, ruled Italy, and adapted/adopted Roman Law, making for a culturally rich period. Their capital Pavia is located in the Italian province of Lombardy, named after, you guessed it.
It has to be said (it sounds like a fake fact but it is not) that their name means “Long Beards”. In many European languages the descriptive name can be heard in “Langobard” also written as “Longobard”.
Lombard king Alboin forces his wife, the gepid princess Rosemonde, to drink from a cup formed by his father's skull at a banquet in Verona. By Tancredi Scarpelli.
The hinterlands of Calabria are beautiful when there are no events in which politicians are invited in order to talk about the importance of the hinterlands.
It's nice having a tobacco shop and calling the lady who lives upstairs - casa e putiga was the base once upon a time - and buying anise sweets and Mou candies!
It's nice to know that there is an artist who knows a lot of poets by heart and who paints a little some bricks of the houses around to give life to huge cracks of exaggerated depopulation.
It's wonderful to have a coffee in the bar in the square, talk to the owner and the customer who sips a beer in peace.
The hinterlands are beautiful when you stop to experience it and discover it through the eyes, the hands, the voice, the stories of the people who resist there!
Photos by @muffaah, @emanuela282, @micasanz17, @pelleelvira and @sarahfalasca
La Campania Felix è un nome che evoca prosperità e bellezza, un'area del Sud Italia benedetta dalla natura e protagonista di una storia millenaria. Se nell'immaginario comune è spesso associata all'età d'oro romana, la sua vicenda è ben più complessa, tessuta tra civiltà fiorenti, invasioni e nuove dominazioni.
L'Età d'Oro Romana: Una "Fortunata" Provincia
Durante l'Impero Romano, la Campania meritò appieno il suo appellativo di "Felix" (fortunata). I Romani, dopo aver consolidato il loro dominio su diverse popolazioni pre-esistenti come Osci, Sanniti ed Etruschi, e dopo aver assorbito le influenti colonie della Magna Grecia (come Cuma e Neapolis), riconobbero e valorizzarono le immense risorse della regione.
Il Granaio di Roma: Il terreno vulcanico, fertilissimo grazie anche al Vesuvio e ai Campi Flegrei, e il clima mite la resero una delle aree agricole più produttive d'Italia. Cereali, olio e soprattutto vini pregiati come il Falerno e il Vesuviano venivano esportati in tutto l'Impero.
Città di Lusso e Cultura: Città come Pompei, Ercolano, Capua, Cuma, Puteoli (Pozzuoli) e Neapolis (Napoli) prosperavano, diventando centri nevralgici di commercio, cultura e svago. Erano luoghi di villeggiatura preferiti dall'aristocrazia romana, che vi costruiva sontuose ville. Capua, in particolare, fu per lungo tempo una delle città più grandi e importanti d'Italia, seconda solo a Roma.
Infrastrutture Avanzate: I Romani investirono enormemente in infrastrutture, come il grande Acquedotto del Serino e la Piscina Mirabilis, testimonianza dell'avanzata ingegneria idraulica e della cura di Roma per la regione.
L'Arrivo dei "Barbari" e la Fine di un'Era
Con il progressivo declino dell'Impero Romano d'Occidente, anche la Campania Felix iniziò a sentire il peso delle invasioni e delle migrazioni dei popoli "barbari". Questi gruppi, che i Romani definivano genericamente "barbari" ma che includevano una varietà di etnie come Goti, Vandali, e più tardi Longobardi, iniziarono a esercitare pressioni sulle frontiere imperiali.
Vandali e Ostrogoti: Dopo il sacco di Roma del 410 da parte dei Visigoti di Alarico (sebbene la Campania non sia stata direttamente devastata in quel momento specifico), la regione iniziò a subire incursioni. Fu con i Vandali di Genserico che nel V secolo le coste campane e le città portuali subirono gravi saccheggi. Successivamente, la Campania entrò nell'orbita del Regno Ostrogoto di Teodorico, che pur cercando di preservare l'amministrazione romana, segnò l'inizio di un'era di instabilità. Napoli, ad esempio, fu una delle ultime roccaforti bizantine a cadere sotto il dominio ostrogoto.
La Guerra Greco-Gotica: La riconquista bizantina dell'Italia da parte di Giustiniano (VI secolo) portò a un lungo e devastante conflitto (la Guerra Greco-Gotica) che impoverì ulteriormente la regione, lasciandola vulnerabile.
I Longobardi e la Frantumazione Territoriale: L'invasione dei Longobardi nel 568 segnò una rottura decisiva. I Longobardi non conquistarono tutta l'Italia peninsulare, ma crearono diverse entità politiche. La Campania si trovò divisa: gran parte dell'entroterra, inclusa l'antica Capua, cadde sotto il controllo del Ducato di Benevento (longobardo), mentre città costiere come Napoli, Amalfi, Gaeta e Sorrento rimasero sotto l'influenza bizantina, sviluppando poi forme di autonomia e divenendo ducati indipendenti. Questo segnò la fine dell'unità e della prosperità che avevano caratterizzato la Campania Felix romana.
Il passaggio dall'Impero Romano alle dominazioni barbariche e poi bizantine e longobarde fu un periodo di profonde trasformazioni, di distruzione ma anche di riorganizzazione, che plasmò il volto medievale della Campania e pose le basi per le future entità politiche del Sud Italia.
L'omo fa
stronzi
pisso
spuza
mòcoli
sudor
scoreze
cataràci
brùfoli
e 'l fa anca
'gni tanto
'na poesia.
(di Manlio Malabotta, in G. Faggin (a cura di), Intimo parlar. Poesia del '900 nei dialetti veneti)
(da M. Longobardi, Vanvere. Parodie, giochi letterari, invenzioni di parole)