Mi hanno inviato questo video per sapere cosa ne penso.
Premetto che chi argomenta qualcosa "ripetendo solo dati" non mi suscita un granché di attenzione, ma ho ascoltato per capire se avesse un senso.
In sostanza viene detto che gli uomini nascono tossici, aggressivi, disturbanti, invadenti e scomodi, si gira poi la frittata ripetendo la storiella che dal veleno si fa anche la cura e dunque bisogna sempre valutare il peso della tossicità presente senza fare di tutta l'erba un fascio; la considerazione conclusiva è che i veri "tossici" sono (solo) i criminali, mentre tutti gli altri possono essere ponderati come un male evolutivo: qualcosa che "ha la dignità" di esistere e non va negata.
Un po' come dire che finché una persona non viene arrestata, può fare il cavolo che vuole.
Nel discorso della signora ci sono talmente tante distorsioni che viene anche un po' l'orticaria a creare ordine, e non per caso sotto quel video alcuni hanno commentato dicendo di non avere capito niente. Ci sono state parecchie ingiurie perché secondo tanti era un loro problema di erudizione, in realtà è che i distorti riescono a concatenare elementi dissonanti così bene tra loro da sembrare persino sensati (il caos a livello intuitivo tuttavia ti arriva).
In conclusione la signora non ha soddisfatto la domanda, piuttosto ha giustificato la tossicità, suggerendo tra le righe che bisogna un po' starci dentro.
Tutto questo in nome di cosa? Del fatto che la tossicità serve.
Ora sia chiaro, sono la prima a sostenere che il buio è al servizio della luce, ma un conto è quando si parla del processo di un Sistema, un altro è quando si usa come pretesto per credere che l'essere umano non abbia altre sorti, né debba essere corretto.
La tossicità è presente in una società che sta male ed è "invadente" proprio perché la società non ELIMINA ciò che le fa male.
La tossicità va sanata, va tolta, non va resa presente come naturalità o cronicizzata come veleno dignitoso. Anche se ha un motivo di esserci.
La convivenza con la merda è quello a cui "educano" anche molti psicologi, ed è la vera fine dell'umanità perché spegne la reattività, annulla la spinta vitale e disintegra ogni motivazione superiore e ogni correzione realmente evolutiva.
Quando ti abitui non reagisci più. Quando ti dici è così che va, accetti cose improponibili come se fosse ovvio.
Per fare un esempio: hai presente quei partner che si trascinano all'interno di relazioni marce e auto distruttive? Più della metà di loro stanno lì solo perché non possiedono più la forza nemmeno del rifiuto, perché mentre hanno imparato ad accettare quello stronzo o quella stronza che hanno accanto, hanno anche detto addio alla loro stessa tempra vitale.
Erano partner evolutivi? Probabilmente sì. Si sono evoluti? Probabilmente no.
Magari più che continuare a sostenere l'adattamento alla tossicità, sarebbe il caso di svegliare il diritto al benessere, che è l'assenza di malattia. Ma si tratta di sperimentare verità e coraggio e non di blaterare soltanto cose lette sui libri.
L'uomo dovrebbe anelare al meglio e invece continua a mettere sul piedistallo il peggio per stipularci trattative.
Il frutto marcio la natura lo fa cadere dall'albero. L'evoluzione autentica il veleno lo smaltisce.





