Giorno x12
Mercoledì 19 giugno, ore 20:21
Sono uscita dalla doccia e ho guardato il mio riflesso allo specchio.
Non riconosco quello che vedo, odio tutto ciò che mi si presenta davanti agli occhi, in modo violento e veloce come uno schiaffo.
Le guance, una volta paffute e rosse, sono state sostituite da un viso che si sta piano piano sciupando.
Le costole iniziano ad emergere laddove prima c'era solo un immenso mare di ciccia.
E la pancia, dio finalmente non vedo più quei rotoli che mi rendevano tanto insicura. Infine le gambe, bah, quelle fanno ancora schifo.
Sono contornate da schifose smagliature, da terrificanti cicatrici, grasso, cellulite.
Dio, che schifo.
Già, guardando nel complesso devo dire che mi faccio ancora terribilmente schifo, provo un odio profondo verso quel fottutto riflesso.
Non faccio altro che accasciarmi a terra, continuando a fissarmi, il mio sguardo non lascia il mio stesso, è una sfida in cui nessuno dei due può uscirne né vincente né perdente, sono incatenata in questa sfida.
Lui, sta fottutamente vincendo, dice che non sarò mai amata, che ogni giorno le persone vedranno quel grasso, quelle righe bianche, quei ghirigori bianchi patetici che contornano le gambe, i fianchi, il seno.
Sono qui, mi fisso da ore, senza fiatare, mi manca il respiro.















