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@gummitch-i
Alle 10:25 del 2 agosto 1980 una bomba esplose nella sala d'aspetto della stazione di Bologna. Morirono 85 persone: c'erano lavoratori in partenza, famiglie in vacanza, studenti di ritorno da un viaggio. Tra loro, la vittima più giovane aveva solo 3 anni: si chiamava Angela Fresu, viaggiava con la madre Maria verso le vacanze. Di lei non si ritrovò più nulla. Sono passati 46 anni, e l'orologio della stazione segna ancora quell'ora.
"La strage di Bologna", la nuova vignetta di Mauro Biani per L'Espresso
Il 2 agosto 1980 una bomba fascista esplose alla stazione di Bologna, facendo una strage indicibile.
Le sentenze hanno stabilito la matrice nera, come direbbe Giorgia Meloni che domani farà di tutto per stare lontana da ricorrenze e domande sulla strage che la metterebbero in grande difficoltà.
Al massimo pubblicherà un comunicato neutro, in cui condannerà ogni violenza, mescolando rossi neri e verdi.
Per sua fortuna USA, Israele e Marocco, hanno organizzato uno scherzone all'unico politico Europeo non disposto a leccare il culo alla 💩 arancione e l'attenzione di media e dei disagiati nazifascisti sarà rivolta alla cosiddetta "invasione" di Ceuta.
Il Presidente del Senato invece passerà la giornata chiuso in casa a lucidare i busti del PP (Pelato Penzolante).
The Champion of the Universe
Racconti di guerra.
8 Marzo 1944. A Rieti girano voci di una sacca di resistenza partigiana asserragliata dietro le montagne di Poggio Bustone. Con la scusa di andare a fare una scampagnata, il comando fascista raduna così un po’ di ragazzetti tra i 16 e i 18 anni e sopra una camionetta si dirigono proprio verso il paese natale di Lucio Battisti.
La prima casa che s’incontra, nel paese, è quella dei mie nonni. Proprio quando i fascisti giungono in paese, da dietro la collinetta della casa, scendono Emo Battisti e il suo gruppetto di partigiani. È un attimo e partono i primi colpi d’arma da fuoco. I fascisti si asserragliano dentro casa dei miei nonni e fanno barricate di fortuna con materassi dietro le finestre. Fuori i partigiani circondano la casa e sparano a loro volta. Dentro quella casa ci sono la mia bis nonna Cecilia e la mia nonna con le sue figlie di 5 e un 1 anno; rispettivamente, mia madre e mia zia Beatrice.
Nonna: “Il camino in salone, hai presente? Beh, prima era molto più grande. Io ero rintanata li dentro. Stringevo tua madre a me, tenendola per mano e tua zia invece ce l’avevo in braccio. Poi mi resi conto che l’arco sopra porta del salone che dava all’orto, era fatta di vetro e così pensai “se sparano e rompono il vetro, ci prendono in pieno” e così con le bambine, ci spostammo dietro lo sgabuzzino. Un attimo dopo, fecero cadere una bomba a mano nel camino.”
Il 1° aprile del 1944 arrivarono i tedeschi.
Quel giorno mio nonno era in casa. I tedeschi entrarono con “i mitra spianati” e lo catturarono immediatamente come traditore. Il cognato Sergio (mio zio), con il fratello e altri due uomini del paese, saputo dell’arrivo dei tedeschi, riuscirono momentaneamente a scappare e si nascosero dentro il campanile della chiesa. Mio zio Sergio raccontava sempre questa scena “Eravamo io, mio fratello e altri due chiusi sopra il campanile. Ad un certo punto, a mio fratello venne da starnutire. Gli mettemmo tutti le mani sulla bocca e poi lo minacciai “non lo fare o ti soffoco”. Poi ricordo questo: i tedeschi entrarono nella chiesa ed un soldato venne a controllare il campanile. Da sotto la scala aprì la botola e guardò su. Io lo potevo vedere, ma lui, a quanto pare, no. O forse ci vide e decise di far finta di nulla. Non lo so, non l’ho mai capito.”
Tutti gli uomini del paese vennero comunque radunati davanti casa dei miei nonni. Sarebbero stati deportati a Roma, da dove ogni mattina li avrebbero presi e portati ad Anzio a scavare le trincee in vista dello sbarco degli alleati. Alcuni di loro sarebbero morti proprio durante quel lavoro infame.
Due cose, allora, raccontava mio zio Sergio. La prima era che erano rinchiusi dentro i capannoni di Cinecittà e quando sentivano gli aerei americani venire a bombardare la città (la stazione di San Lorenzo, principalmente), la paura era quella di finire come i sorci in trappola. La seconda, invece, era quando cantavano Lili Marleen ai tedeschi, con le parolacce. zio Sergio: “Sapevamo tutti il motivetto di Lili Marleen, ovviamente nessuno sapeva il tedesco, ma noi lo usavamo per bestemmiargli contro. Così loro cantavano convinti che noi stessimo cantando con loro, invece passavamo il tempo ad insultarli e ad augurargli la morte. In dialetto, ovviamente”.
Mio zio Sergio, così come mio nonno, sopravvissero a quella guerra.
Mio nonno, fin da giovane, aveva lo stesso problema mio: ipoacusia bilaterale grave, ci sentiva pochissimo da entrambi gli orecchi. Per “pochissimo” intendo che oggi probabilmente quella soglia sarebbe protesizzabile, ma allora non esistevano apparecchi acustici sofisticati come quelli di oggi, e anche i primi amplificatori da taschino con filo e auricolare, sarebbero arrivati solo molti anni dopo (troppo tardi per lui, che anche se avrebbe ripreso a sentire, dopo cosi’ tanti anni di isolamento sonoro, non sarebbe piu’ stato in grado di associare i suoni alle parole).
Per cui, anche se in realta’ riusciva a sentire i rumori molto forti e vicini, come scoppi o esplosioni, veniva considerato sordo, e anche se parlava abbastanza normalmente (aveva imparato a parlare prima di perdere l'udito, esattamente come me), capiva gli altri solo leggendo sulle labbra.
Faceva il manovale, ed era considerato molto bravo nel suo lavoro, soprattutto per il fatto di essere leggero e magrolino e di muoversi molto agilmente sui tetti, camminando in equilibrio sui travicelli. Ogni giorno pero’, doveva farsi 15-20 km a piedi (le biciclette erano considerate ancora un lusso all'epoca) per andare a lavorare nel paese vicino.
Un giorno, verso la fine della guerra, si imbatte’ in una pattuglia di tedeschi di guardia a un ponte, che perquisivano tutti quelli che attraversavano in cerca di partigiani. Mio nonno non parlava tedesco, ma aveva imparato qualche parola da ripetere in quelle occasioni, per dire chi era, da dove veniva, e di essere sordo. Pero’ purtroppo, parlava normalmente, e quei tedeschi, complice il fatto che al nostro paese c'erano altri partigiani che si nascondevano nei boschi, pensarono probabilmente a un qualche tipo di inganno per passare il posto di blocco.
Cominciarono ad urlare, lo fecero girare di spalle e mettere in ginocchio, sia lui che quelli che viaggiavano con lui, e gli piegarono la testa verso il basso a forza. Lui penso’ che era finita, che lo avrebbero fucilato. Invece gli misero la pistola accanto all'orecchio, e spararono a vuoto per terra, per vedere la sua reazione, per capire se era veramente sordo.
Nonno quel colpo lo senti’, uno sparo a pochi centimetri dall'orecchio e’ gia tanto se non ti sfonda il timpano, ma ebbe abbastanza sangue freddo da restare fermo e immobile. Poi fu fatto alzare e fu lasciato andare: gli avevano creduto.
Questa storia non me l'ha raccontata lui, non voleva parlare di quegli anni. Me la racconto’ solo mia nonna, dicendo che il suo essere sordo probabilmente gli salvo’ la vita, e se non fosse stato per quello, noi probabilmente non saremmo qua adesso.
Perche’ se non lo fosse stato, sarebbe andato con gli altri nei boschi. E dai boschi ne tornarono in pochi.
Philippe Jaroussky - Lascia ch'io pianga | Händel - Rinaldo [HD]
Dedicato a tutte le persone e tutti i popoli che lottano per la libertà
MODENA CITY RAMBLERS " Fischia il vento "
Tumblr continua a propormi questa 💩 MAGA da account che non ho mai cercato. Succede anche ad altri? Intanto io inizio a bloccare per tenere pulita la mia casa.
Mi è bastato bloccarne 2 o 3 per risolvere il problema.
Tumblr continua a propormi questa 💩 MAGA da account che non ho mai cercato. Succede anche ad altri? Intanto io inizio a bloccare per tenere pulita la mia casa.
Giorgia Meloni fa un post contro la sentenza dei giudici che attua il decreto Caivano , firmato dal suo governo, che prevede multe e fino a 2 anni di carcere per i genitori che non mandano i figli a scuola.
Ci aveva mandato l'esercito a Caivano.
Io voto NO!!
E sono in ottima compagnia..
Gratteri, Di Matteo, Carofiglio, Servillo, Barbero, Mannoia, Ranucci..
Gridiamolo a tutti il nostro NO!!
La Costituzione e la Democrazia non si toccano!! ❤
No!! No!! No!!
Scattata a Leopoli nel 1941, la foto mostra una donna ebrea che corre inseguita una folla ostile.
In una strada pubblica.
Alla luce del giorno.
Nell'estate del 1941, dopo l'ingresso delle forze naziste a Leopoli, la città fu testimone di quelli che la storia oggi ricorda come i pogrom di Leopoli. In quei giorni, l'ordine svanì rapidamente. Le case si svuotarono. Le famiglie furono distrutte in un attimo. Le strade normali divennero luoghi di terrore mentre la violenza si dispiegava apertamente.
Non si conosce il nome della donna. La macchina fotografica ha catturato una frazione di secondo e la storia è andata avanti, lasciando dietro di sé solo questa immagine.
Fotografie come questa sono rare non perché momenti simili fossero insoliti, ma perché pochissimi sono sopravvissuti abbastanza a lungo da documentarli. Ciò che vediamo qui non è solo un inseguimento. È l'istante in cui la protezione scompare, in cui la legge si trasforma in minaccia e in cui l'anonimato stesso diventa una delle ferite più profonde della storia.
Si deve condividere questa immagine per ricordare quanto rapidamente la normalità possa trasformarsi quando si permette all'odio di diffondersi.
(The Unknown; But Not Hidden)
Dopo molte esitazioni, ho guardato il video. L'intera sequenza mi ha fatto andare il sangue alla testa per la rabbia.
Ma è soprattutto questo fotogramma che mi ha letteralmente spezzato il cuore.
Un volto simpatico, uno sguardo limpido, pochi secondi prima di morire.
Non sa cosa sta per capitare. Non lo immagina neanche lontanamente. Pensa di vivere in un mondo che ha ancora un senso, una logica, un'anima.
È convinta di dialogare con un essere umano.
Ecco, qualsiasi illusione è stata fatta a pezzi.
Non c'è umanità in Trump e nelle sue guardie.
Chi difende i tiranni è complice.
Non stava per investire nessun agente dell'ICE, stava provando a scappare perché impaurita e non l'hanno colpita di spalle mentre fuggiva ma in faccia e in ogni caso non era una pericolosa terrorista come il porco arancione e i suoi complici di ogni ordine e grado vogliono fare credere a dispetto dell'evidenza.