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E ascoltiamocelo!
Partire un 27 dicembre per la Danimarca è la classica decisione per la quale verrai maledetto da nonne, zie e madri perché in base al loro modo di vedere le cose è più o meno come se stessi andando in Siberia. Sì va bene, fa freddo, ma è ampiamente sopportabile.Copenhagen è una città molto carina, colorata e vivibile: le classiche caratteristiche delle capitali nordiche, anche se l’ho trovata un po’ meno “europea” di Stoccolma, nel senso che gli orari erano abbastanza restrittivi, sia per le visite che per il mangiare.
Come tutte le città del nord, non spicca di certo per i suoi bassi prezzi. A questo proposito, è straconsigliato l’acquisto della Copenhagen Card già all’aeroporto, grazie alla quale avrete inclusi in una cifra standard musei, trasporti e altro ancora in base ai vostri giorni di visita.
Detto questo, ho apprezzato molto questa città che mi ha ricordato molto Amsterdam. Bellissimo il Nyhavn, il coloratissimo e antico porto che si trova in pieno centro attorno al quale si sviluppa la vita diurna e notturna della capitale danese.
Degno di nota anche Christiansborg, il palazzo reale che più ho preferito tra quelli del Nord Europa che ho visitato.
Molto particolare anche Christiania, il centro sociale “fuori dall’Unione Europea” che offre anche una bellissima vista sul mare. È consigliato da vedere di giorno, in quanto alla sera potrebbe essere un po’ pericoloso. Come trovarlo? Basta seguire l’odore…
Bella anche la zona della cittadella fortificata di Kastellett, a pochi passa dalla famigerata Sirenetta (quella classica cosa che “Il mio falegname con 30.000 lire l’avrebbe fatta meglio). La zona offre anche una bella passeggiata lungo mare e una possibile visita alla piccola chiesa gotica di St. Alban, piuttosto suggestiva, con la vicinissima fontana di Gefion.
Nonostante gli orari non molto flessibili, alla sera c’è comunque la possibilità di visitare, fino alle 23, il parco divertimenti di Tivoli con i suoi giardini, dove potrete scaldarvi a suon di tazze giganti di gløgg, il vin brulé locale. Nonostante molte attrazioni siano riservate ai bambini, vale la pena farci un giro per vivere un’atmosfera speciale, a soli due passi dalla stazione centrale della città.
E ora, ecco a voi qualche scatto dalla bella Copenhagen:
La magia invernale di #Copenhagen nel mio #blog di #viaggi: #iviaggidiluca. Buona lettura! Partire un 27 dicembre per la Danimarca è la classica decisione per la quale verrai maledetto da nonne, zie e madri perché in base al loro modo di vedere le cose è più o meno come se stessi andando in Siberia.
E ascoltiamoci il nuovo album degli #Editors!
“Per buttarsi giù da quel ponte, a 27 metri di altezza, non devi essere bravo. Devi avere le palle!”. Queste le parole di Seno (spero di averlo scritto correttamente), figlio del proprietario dell’ostello che mi ha ospitato durante il mio soggiorno a Mostar.
Non sono di certo le balls a mancare agli abitanti di questa città, che durante la sanguinosa guerra dei Balcani hanno davvero vissuto un incubo ad occhi aperti.
Il ponte, simbolo della comunità, fu completamente distrutto nel 1994, per poi essere ricostruito in maniera identica dieci anni più tardi.
Una struttura che osserva dall’alto la Neretva, impetuoso fiume dentro al quale i temerari cittadini locali si tuffano, in un acqua gelida e mossa da forti correnti.
Mostar è ormai da anni meta di attrazione per gli appassionati degli sport estremi, essendo infatti teatro della famosa competizione di tuffi organizzata dalla Red Bull che coinvolge i migliori, e più spericolati, tuffatori del mondo.
Attorno a questo ponte si espande il piccolo, ma graziosissimo, centro città interamente costruito in pietra e molto ben conservato.
Nel mio precedente articolo vi avevo già parlato di come in Bosnia convivano tre religioni. Sicuramente la cosa più inattesa della mia visita a Mostar è stato sentire il canto del Muezzin a tutto volume durante le ore di preghiera!
Altra sorpresa: l’altissima presenza di italiani, soprattutto di mezza, o oltre, età. Solamente alla fine del viaggio ho realizzato che Medjugorje distava solo pochi chilometri…
Ma prima di giungere in questo centro storico piccolo, molto tranquillo e ricco di ottimi posti dove abbuffarsi a cifre irrisorie, bisogna logicamente passare dalla periferia, caratterizzata dalla presenza di diversi edifici ancora divelti dalle bombe e dalle mitragliate, figlie della prima metà degli anni ’90. Un ricordo indelebile dal quale Mostar e la Bosnia intera hanno saputo rigenerarsi e diventare una meta attrattiva per chiunque abbia un grande desiderio di scoperta, non solo visiva ma anche e soprattutto emotiva.
Ma lasciamo ora spazio alle immagini per godersi appieno questo luogo che per me ha significato molto:
La guerra non può uccidere la speranza. Signore e signori, scoprite di più su #Mostar con #iviaggidiluca! "Per buttarsi giù da quel ponte, a 27 metri di altezza, non devi essere bravo. Devi avere le palle!".
In loop tutto il giorno
Lasciate ogni pregiudizio, voi che visitate!
Alla scoperta della sorprendente #Bosnia con #iviaggidiluca
La domanda più frequente che mi veniva rivolta prima della mia partenza del mio viaggio in terra balcanica era “ma cosa ci vai a fare?”, oppure “ma sei matto?”. Beh, inutile dire che i timori erano tutti infondati. (more…)
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Cosa ha significato per me Dubrovnik? L’inizio meraviglioso di un viaggio altrettanto meraviglioso, che mi ha visto passare per Croazia, Bosnia e Serbia.
Ma concentriamoci sulla città che ormai è meglio conosciuta come Approdo del Re. È proprio a Dubrovnik che infatti vengono girate le scene della serie tv “Il Trono di Spade” ambientate nella capitale dei Sette Regni.
E in effetti questa bellissima città è una vera e proprio roccaforte medievale, con le sue alte mura dalle quali si può ammirare un panorama mozzafiato, le sue scogliere dalle quali (non tutte) è possibile tuffarsi per un bagno in mare aperto e un centro cittadino che sembra un autentico gioiello di marmo.
Nonostante ci troviamo in Croazia, King’s Landing è piuttosto cara. Non esagerata, ma comunque rispecchia in pieno gli standard del nostro paese nei periodi di punta.
Non a caso di italiani da quelle parti se ne vedono sempre meno, ma questo non è necessariamente un male.
Dubrovnik, che si trova nella punta meridionale della Croazia a pochi chilometri dalla Bosnia, è raggiungibile direttamente in aereo da Milano con voli low cost, attivi per ora solo in estate.
Lasciando da parte la finzione della televisione, questa città una guerra vera l’ha vista eccome. E da molto vicino. Durante il conflitto nella Ex Jugoslavia, nel 1991, i bombardamenti devastarono il suo centro storico, rifiorito fortunatamente grazie a un’ingente ed efficacissima azione di recupero.
Già patrimonio Unesco dal 1979, Ragusa di Dalmazia, questo il suo nome italianizzato, spicca per le sue caratteristiche uniche, che sanno unire il fascino di costruzioni medievali in perfette condizioni e un mare limpido da godere sia tra gli scogli, sia grazie alle numerose gite in barca in partenza quotidianamente dal porto.
Tra gli scogli è possibile anche trovare baretti con tavoli posizionati proprie sulle grandi pietre, a pochi metri dal mare.
Il centro non è enorme e si gira comodamente tutto a piedi, ma è pieno di vita e di possibilità per divertirsi e mangiare bene.
Durante il giorno è anche possibile fare diverse escursioni in barca nelle isole vicine con continue partenza dal piccolo porto interno.
Indubbiamente il tour delle mura (circa 15€) è stata la parte più affascinante della mia visita. Un fantastico quadrilatero da percorrere per ammirare da una parte i tetti del centro e dall’altra il mare aperto.
Una meta che mi sono goduto in pieno, nonostante qualche strascico di pioggia prima della ripartenza che ha reso scivolosissime le strade centrali (si rischia di farsi davvero male!).
Ma ora è arrivato il momento di lasciar parlare le immagini:
Nella terra di #GOT alla scoperta di #Dubrovnik, la perla della #Croazia, con #iviaggidiluca Cosa ha significato per me Dubrovnik? L'inizio meraviglioso di un viaggio altrettanto meraviglioso, che mi ha visto passare per Croazia, Bosnia e Serbia.
E ascoltiamocelo tutto.. non mi deludere Florence! (so che non lo farai)
Cracovia è stata la mia seconda tappa del viaggio in Polonia, ma senza dubbio la più intensa. Non solo per la bellezza, indiscutibile, della città stessa, ma soprattutto per le “gite” al di fuori del centro urbano.
Ma andiamo con ordine. Arrivato all’aeroporto, in piena ristrutturazione e un po’ confusionario, prendo un autobos che con l’equivalente di 1€ mi porta in centro.
L’impatto con il Rynek Glowny, la Piazza del Mercato, è sorprendente. Mai vista nella mia vita una piazza di tali dimensioni. Una grandezza unita anche a un grande fascino, con il mercato coperto al centro, la Torre Civica e la Basilica di Santa Maria, in stile gotico, al cui interno è possibile ammirare il bellissimo polittico di Veit Stoss, che compone l’altare maggiore. La piazza centrale di Cracovia è una sorta di città nella città e impiega molto tempo per essere girata tutta.
Dopo il lungo tour mi incammino verso la Cattedrale del Wawel e il Castello Reale (a circa 15 minuti a piedi) ma, ahimé, non riesco ad entrare in tempo per vedere la famosa Dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci, conservato al suo interno.
Il giorno seguente è quello più intenso. Sveglia presto per prendere un piccolo pulmino, direzione campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau (biglietto con guida in italiano a poco meno di 10€), a circa un’ora e mezza da Cracovia. Un luogo che, per dovere morale, ogni essere umano dovrebbe vedere una volta nella vita. Impossibile descrivere le sensazioni che si provano visitandolo. Assurdo pensare che la follia umana abbia portato a tutto questo.
Al rientro a Cracovia, stanco e psicologicamente provato, prendo un treno direzione Wielicka per visitare le famose miniere di sale. Piccolo consiglio: andate in treno e ci metterete appena 20 minuti, a dispetto dei 40 del pullman alle stesse cifre, bassissime, di spesa di viaggio.
L’ingresso, con guida, si aggira intorno ai 20€. Un po’ caro se si pensa alla proporzione con Auschwitz.
Il percorso, che comprende circa 800 gradini in totale, scende fino a oltre 150 metri di profondità. Nel complesso, il tour è abbastanza turistico e poco spettacolare, con pareti e statue grigie (sì, non vi aspettate di vedere il bianco, ma per chi conosce il sale sa che il grigio è segno di purezza cristallina).
La cattedrale di sale però vale il prezzo del biglietto. Immaginatevi un luogo di culto, scolpito nel sale in ogni suo punto. Lo spettacolo è assicurato! Un lavoro immane realizzato da tre soli minatori polacchi.
Lasciamo ora un po’ di spazio alle immagini, che raccontano al meglio questo viaggio di cui conserverò per sempre ricordi speciali.
Tanti motivi per vedere #Cracovia e tutto ciò che le sta intorno, raccontati da #iviaggidiluca Cracovia è stata la mia seconda tappa del viaggio in Polonia, ma senza dubbio la più intensa.
Un viaggio suggestivo e il mio primo da solo. Gran bella scoperta la #Polonia! Ve la racconto con #iviaggidiluca!
La Polonia è stata una tappa importante tra le mie ormai tante esperienze giro per l’Europa.
Principalmente perchè è stato il mio primo viaggio da solo. Ma lo è stato anche perché ho visto luoghi che, almeno una volta nella vita, ognuno di noi dovrebbe vedere, quantomeno per dovere morale. Ma andiamo con ordine. (more…)
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Il viaggio in Slovenia nel 2013 è caratterizzato da un tempo decisamente poco clemente.
Il secondo giorno però un pallido sole decide di farsi spazio tra le nubi regalandoci così una giornata priva di pioggia.
Decidiamo così di visitare Bled, paese turistico a circa un’ora di auto da Lubiana e facilmente raggiungibile in autostrada.Mai avrei pensato di uscire dalla capitale e venire catapultato in un paesaggio degno del Signore degli Anelli.
Un bellissimo lago con al centro un piccolo isolotto e i monti circostanti che si specchiano nell’acqua.
Sulle alture, un caratteristico castello raggiungibile con una passeggiata in salita non troppo faticosa. Salite lassù per godervi un panorama che difficilmente scorderete.
A rendere il tutto incredibilmente magico ci pensa la neve, presente ai bordi dei sentieri e dei piccoli moli di legno attorno al lago, oltre che sulle vicine montagne.
Una meta assolutamente imperdibile per gli amanti del fantasy e dei paesaggi un po’ fiabeschi.
A proposito di paesaggi fiabeschi, anche le grotte di Postumia rappresentano una destinazione dal fascino incredibile.
Si tratta dell’unico sito turistico sloveno dal costo elevato (29€ di ingresso, ma li vale tutti) a fronte di un paese dove la vita è decisamente poco cara rispetto agli standard italiani.
Questo intreccio di 21 km fatto di caverne e gallerie arredate da stalattiti e stalagmiti è in parte percorribile con un trenino interno e a piedi.
Il tasso di umidità all’interno è al di sopra di ogni aspettativa e la temperatura è sempre molto bassa, anche d’estate. Armatevi quindi di impermeabile per non essere colti alla sprovvista!
La visita guidata, peraltro obbligatoria, è assolutamente interessante e renderà ancora più coinvolgente questo insolito viaggio tra gli “inferi”.
Ma che ne dite se ora lasciamo parlare le immagini?
Bled e Postumia: gioielli di Slovenia Il viaggio in Slovenia nel 2013 è caratterizzato da un tempo decisamente poco clemente. Il secondo giorno però un pallido sole decide di farsi spazio tra le nubi regalandoci così una giornata priva di pioggia.
Slovenia che sorpresa!
#Slovenia che sorpresa! Il nuovo articolo sul mio #blog di #viaggi. Buona lettura con #iviaggidiluca!
Una meta non così gettonata, ma assolutamente da non perdere.
Il viaggio in Slovenia per me è stato piuttosto significativo, perché è stato quello che ha fatto da apripista alla mia voglia smodata di girare l’Europa. Da lì, infatti, non mi sono più fermato.
Marzo 2013, pochi giorni a Pasqua. Partiamo con una macchinata verso il confine e lo superiamo senza intoppi. Non badate a chi dice che vi…
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Una città fiabesca dal primo all’ultimo metro quadro. Benvenuti a Bruges! O meglio… benvenuti a Brugge!
Eh sì, perché qui siamo già in terra fiamminga e a differenza di Bruxelles, in questa parte di Belgio se parli francese qualcuno ha da ridire. È anche capitato di chiedere indicazioni agli abitanti locali, che in molti casi preferiscono parlare una lingua straniera come l’inglese anziché quello che dovrebbe essere il loro idioma ufficiale.
L’arrivo in treno dalla capitale (meno di un’ora viaggio a cifre dimezzate nei weekend) lascia subito sorpresi me e la mia compagna di viaggio Martina.
Dopo qualche minuto a piedi arriviamo in centro e rimaniamo senza parole. Tra canali, mura, torri e chiese gotiche sembra di essere catapultati indietro di un migliaio di anni, in pieno Medioevo. Un’autentica meraviglia per chi come me adora le città in questo stile.
Alloggiamo in un divertente pub con camere. Riduttivo chiamarlo semplicemente ostello.
Usciamo e ci perdiamo tra le strade e i vicoli del centro, comunque non grandissimo. Il clima è molto tranquillo e i locali, pur essendo sabato sera, chiudono piuttosto presto per gli standard italiani.
Il giorno dopo, un bel sole ci sveglia e il tour della città ha finalmente inizio. Partiamo dal Markt (piazza centrale) e il Belfort, la torre civica che dall’alto guarda tutta Bruges.
A seguire, saliamo su un battello per il classico giro dei canali. Non si tratta del solito giro turistico pacchiano, ma di una vera e propria navigata molto suggestiva grazie alla quale si può ammirare la favolosa architettura cittadina dall’interno.
Il tesoro più grande di questo autentico gioiello fiammingo è però custodito nella chiesa gotica di Nostra Signora. È lì che infatti si trova la Madonna col bambino di Michelangelo. Un’opera marmorea salvata dalle razzie naziste durante la Seconda Guerra Mondiale, che si può ammirare in tutto il suo splendore.
La più grande chiesa gotica di Bruges è però la Cattedrale di San Salvatore, la cui torre esterna è alta quasi 100 metri. Un autentico colosso al cui interno si trovano arazzi, tramezzi e il trittico di Sant’Ippolito.
Terminato il tour religioso, godetevi una bella passeggiata tra le vie del centro, dove potrete vedere dei negozi elegantissimi. Molti di essi vendono il tipico pizzo locale. Il classico regalo che si deve portare a casa per mamme e nonne.
Nel complesso la città non è enorme e a piedi si gira bene tutta. Godetevi questa atmosfera d’altri tempi, concedendovi obbligatoriamente una merenda veloce a base dei tipici waffles, rigorosamente a base di cioccolato oppure fragole e panna fresca.
Bruges si tratta quindi di una tappa fondamentale per gli amanti del nord e per chiunque voglia tornare un po’ indietro nel tempo, cercando di riscoprire epoche ormai lontane in quella che è una meraviglia imperdibile che vi lascerà senza respiro.
Ma ora, spazio alle immagini.
Siete mai stati nel paese delle fiabe? Mettetevi comodi. Il mio #blog di #viaggi vi porta a #Bruges! #iviaggidiluca Una città fiabesca dal primo all'ultimo metro quadro. Benvenuti a Bruges! O meglio... benvenuti a Brugge!
La sindrome di Stoccolma è uno stato psicologico in virtù del quale, dopo un episodio traumatico subito, la vittima sviluppa un sentimento positivo nei confronti del carnefice.
Voglio chiarire subito: nessuno mi ha fatto del male nella capitale svedese.
Purtroppo un episodio spiacevole, ovvero il furto del mio portafoglio con annessi documenti, mi ha parzialmente rovinato il viaggio. Dico parzialmente, perché nonostante tutto ho amato questa meravigliosa città.
In quei pochi giorni ho apprezzato ogni suo singolo aspetto. Una metropoli con tutte le comodità del caso, in cui i trasporti sono efficienti e la qualità della vita è molto alta. I costi non sono certamente indifferenti, ma il posto li vale tutti.
I consigli possono comunque essere in parte assorbiti dall’acquisto della card cittadina (dalla durata che puoi stabilire tu stesso) e che comprende gli ingressi ai principali musei (mi raccomando, ricordatevi che chiudono tutti alle 17!) e tutti i mezzi di trasporto, traghetti inclusi.
Un luogo in cui edifici storici (per lo più sette-ottocenteschi, nulla di davvero antico come noi italiani siamo abituati a vedere quasi ogni giorno indipendentemente da dove viviamo), modernità e natura si sposano alla perfezione, in un’unica architettura armoniosa e senza sbavature.
Stoccolma è strutturata su un arcipelago fatto di isole più o meno grosse, di cui la mia preferita è Djurgården, raggiungibile in battello in pochi minuti dal porto appena fuori Gamla Stan, il centro storico della capitale.
Questa isola è un grosso parco al cui interno si trova Skansen, un museo naturale all’aperto in cui si possono vedere tutti gli animali tipici della Scandinavia tutelati nel loro habitat naturale. Alci, renne, linci, lupi, orsi, bisonti, volpi artiche e foche vi daranno un freddoloso benvenuto!
Dalla parte alta di Skansen vale la pena ammirare paesaggi e skyline urbani straordinari, impreziositi da tramonti mozzafiato: il sogno di ogni fotografo più o meno bravo.
Anche le parti più moderne e costruite sono davvero degne di nota. Gotgatan è la via più commerciale appena fuori dal centro storico. Ho alloggiato al 12° piano di uno dei suoi due grattacieli, dal quale si poteva ammirare una vista da urlo, direttamente dal divano.
Ora però preferisco lasciar parlare le immagini, dandovi ancora qualche piccolo consiglio. Stoccolma va vista d’inverno, alla faccia del freddo che è molto più sopportabile che in Italia in quanto secco e non umido. Il fascino che la trasmette in questa stagione è davvero unico.
Altro consiglio, vietato a vegetariani e vegani: assaggiate la renna.
La mia sindrome di #Stoccolma: un viaggio da ricordare, raccontato sul mio #blog di #viaggi #iviaggidiluca La sindrome di Stoccolma è uno stato psicologico in virtù del quale, dopo un episodio traumatico subito, la vittima sviluppa un sentimento positivo nei confronti del carnefice.
Ogni volta che atterro all’aeroporto di El Prat penso tra me e me: “Casa dulce casa!”.
Eh sì… Barcellona è la città dove mi trasferirei oggi stesso. Non una novità per chi mi conosce bene.
Da quella volta al liceo in cui l’ho conosciuta grazie ai miei genitori è stato amore a prima vista. Un amore coltivato nel tempo con nuove visite arrivate in età più matura, con idee e persone diverse.
Una metropoli che non dorme mai. Grande, ma allo stesso tempo a portata di mano. Comoda da girare a piedi, in bici, con i pattini e con i mezzi.
Una città in cui splende quasi sempre il sole, con un clima perfetto e le onde del mare che scandiscono il passare delle ore. Decisamente impossibile non sentirsi a casa qui per noi latini.
Cultura, storia, modernità, natura e movida si sposano alla perfezione in questo luogo che offre tantissimo e che attrae migliaia di turisti ogni giorno, provenienti da ogni angolo del pianeta.
Ad arricchire ulteriormente il tutto ci pensano l’ottimo cibo e il basso costo della vita. Ma state attenti a non farvi fregare nei ristoranti e nei bar lungo la Rambla!
Tra le tante cose assolutamente da non perdere, dalla Sagrada Familia alle case di Gaudì, passando per il Parc Guell, ci sono alcuni luoghi magici tra i quali perdersi in lunghe passeggiate è davvero bellissimo.
Su tutti il Montjuic, che veglia dall’alto la ciutat. Un polmone verde dal quale si può ammirare uno spettacolare panorama.
Poi c’è il Barrio Gótico, in pieno centro. Rappresenta la parte più antica della città, impreziosita dalla suggestiva Plaza de San Felipe Neri, che forse qualcuno di voi ricorda per il video di My Immortal degli Evanescence, girato proprio lì. Questa piazza è un autentico simbolo della Guerra Civile Spagnola. Il 30 gennaio 1938 una bomba franchista esplose distruggendo i sotterranei della chiesa e provocando la morte di 42 persone lì rifugiate, la maggior parte delle quali bambini. Un luogo da ammirare in totale e rispettoso silenzio.
Ma se volete godervi davvero una vista senza pari, salite fino al Bunker del Turó de la Rovira, nel quartiere El Carmel, che riaprirà a marzo 2015 dopo alcuni mesi di lavori. Se decidete di arrivare in cima a questa collina di notte rimarrete letteralmente senza fiato. E ne vale assolutamente la pena.
Infine, per quanto riguarda la vita notturna, c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Barcellona, davvero, non dorme mai.
Lasciamo ora parlare le immagini, con una piccola gallery fatta in casa che vi toglierà qualche piccola curiosità:
Nuovo articolo su #iviaggidiluca, il mio #blog che parla di #viaggi. Si va a #Barcellona! Ogni volta che atterro all'aeroporto di El Prat penso tra me e me: "Casa dulce casa!".
Sorridi, sei in Spagna!
Sorridi, sei in Spagna!
“Sorridi, sei in Spagna!”. Ve la ricordate la campagna pubblicitaria per promozione al turismo nella penisola iberica diffusa pochi anni fa?
Se avete avuto un passato da pendolari verso le grandi città italiane sicuramente sì.
Enormi cartelloni campeggiavano all’arrivo nelle stazioni ferroviarie di Torino, Milano e tante altre che un po’ vi hanno fatto pensare “Magari, oggi qui c’è la nebbia…”
(…
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Un, dos, tres, quien no salta es un inglés! Nel 2012 gli abbiamo raccolti con il cucchiaio, ieri anche con la Paletta. Oltre che per i tedeschi, gli azzurri sono diventati anche la cryptonite dell'Inghilterra.