Mancavo da un bel po’. E non so quando tornerò.
Nella mia camera c’è una piccola statuetta giapponese, gli Smashing Pumpkins, il sole e una foto.
Ci sono anche altre cose, ma credo bastino queste. Ci sono anche io, a scrivere queste righe.
La statuetta viene dal Giappone. Me l’ha portata tempo fa un mio caro amico. Quando me l’ha consegnata, all’interno di un piccolo plico di cartone, aveva entrambi gli occhi bianchi.
“Devi annerirne uno” mi disse mentre la scartavo, “e mentre lo fai, devi esprimere un desiderio. Quando si realizzerà, potrai annerire l’altro”.
La statuetta è ancora lì, con un occhio bianco e uno nero. Prima o poi, inizierà a vedere il mondo da due splendidi occhi nero bic, ne sono sicuro.
Poi ci sono le Zucche Schiacciate. Le sto ascoltando come le ascoltavo anche molti anni fa. Cinque, per l’esattezza, mentre andavo in studio dall’avvocato M. Allora il giovanissimo avvocato, che era anche uno dei miei più cari amici, aveva appena iniziato la carriera. Oggi, lavoriamo insieme. Quando la bambola avrà entrambe le pupille, probabilmente, ci associeremo. Una di quelle cose che pensi non possano accadere, aprire uno studio legale con un tuo amico e riuscire a mangiarci, magari anche bene. E invece.
Ora, nella stanza, ci sono anche gli Oasis. Un classico. Il classico. Mi accompagnano nei cambiamenti, da sempre. Un fenomeno inspiegabile. Ad ogni cambiamento o momento importante loro, non so come, compaiono. E sono comparsi, proprio ora, mentre scrivo dei miei cambiamenti.
Questo è forse uno dei cambiamenti più radicali della mia vita, perché sulla scrivania c’è una foto di me con lei. Lei, però, ha da poco preso altre strade. Strade che non mi contemplano più, dopo davvero tanto tempo (e non solo).
Prendo la foto e la poso dentro un cassetto, assieme ad altre cartoline e a una domanda: “dove sarai tra dieci anni?”.
Me la ero fatta al primo anno di giurisprudenza. Di anni ne sono passati otto.
“Voglio essere dove è Guido Guerrieri nei romanzi di Carofiglio”.
Quella era l’ingenua risposta che mi davo.
Proprio ieri ho scoperto che lo scrittore ha pubblicato, da pochissimo, una nuova storia dell’avvocato barese. Forse è l’ultima. Solo lui può saperlo.
Guardo il sole, dopo che qui ha piovuto tanto, per giorni. Poi, guardo la mia vita.
Non so se sta andando come speravo andasse quel primo anno di corso universitario. Sicuramente, dopo avere letto il nuovo libro, che acquisterò questa sera, avrò le idee più chiare.
Su bambole, foto e gruppi musicali.
E, forse, anche su di me.
Intanto, mentre mi preparo a scrivere una comparsa di risposta, mi godo il sole. In compagnia di quello che sono diventato.
Per il giudizio, come sempre, si aspetta la sentenza.







