Non ho più poi molto, a cui fare riferimento. Né da dire. In qualche modo mi ritrovo continuamente a sentirmi sminuita, non capita, allontanata, presa con superficialità.
In qualche modo non riesco più a sentirmi calma o gioiosa. O anche solo fiduciosa, di una persona, un giorno, una promessa. Sento mille spade attorno e non riesco a vedere i volti di chi le brandisce.
Mi sento stanca, ma la rabbia è tornata e sta vincendo. Mi fa alzare, spostare, allontanare prima di perdere il controllo. Non è ancora esplosa, la sto gestendo, controllando, limitando.
Capitano episodi depressivi, qualche momento di dissociazione, attimi in cui non vorrei esistere e metto a rischio la mia esile vita.
Qualche gesto da persona ossessiva-compulsiva, qualche altro da DCA, una possibile borderline, senza nessuna scritta sulla propria cartella clinica, né farmaci prescritti.
E una bambina viziata, egoista, stupida davanti a me, allo specchio. Che cerca attenzioni ma è troppo sveglia per abbandonarsi ad esse. Che già in giovane età ha iniziato ad allontanarsi, a mentire, a smettere di stare bene. Una bambina che forse dovrei proteggere, o così mi suggeriscono gli studi di psicologia, ma che vorrei solo abbandonare.
Non mi sono mai piaciuti i bambini, e lei mi è sempre piaciuta meno degli altri.














