Sobreinformación = sobrelocura.
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Sobreinformación = sobrelocura.
Il TG1 apre parlando di covid con un lungo servizio per dirci che non c'è nessun allarme!
Diccionario mundifinista parte 5
Ágrafo: Persona nacida en el siglo XXI.
Alfabeto: Arma de 27 balas (definición robada vilmente a Neorrabioso).
Boludios: El dios de los boludos. Que el término no les confunda, el boludismo es una religión politeísta, hay más de un dios dando vueltas.
Boludismo: Paludismo de la idiotez. Aunque no se contagia por un mosquito, es muy infecciosa si sos población de riesgo: ignorante deliberado, sabelotudo, machista, racista, elitista, entre otras especies. Pero a no alarmarse, no contagia a seres humanos, solo a seres imbéciles.
Carajópolis: Ciudad donde viven todas aquellas personas que fueron exiliadas al mismísimo carajo.
Coprofagia: Tener que comerte la mierda de otro.
Chismografía: Biografía que te inventan aquellos que no saben nada de vos.
Infodemia: Pandemia de información, donde se vuelve difícil diferenciar entre noticias reales y fake news o mis favoritas: las medias verdades. No hay vacuna todavía. (definición robada vilmente a Lalo Mir)
Karma: Placebo para quienes se niegan a aceptar la existencia de la injustica.
Libertad: Condicional.
Melancohólico: Persona que se toma un vaso de cualquier bebida alcohólica e inmediatamente recuerda todas las cosas que vivió tomando eso. Es un ser especial que parece almacenar sus recuerdos en el interior de las botellas. Hasta el momento es el único mecanismo efectivo que funciona contra el alzheimer.
Odio el jazz: Nada, no tiene un significado especial más allá de lo obvio, solo quería decirlo y no sabía donde meterlo.
Pueblo (chico): Infierno (más chico).
Rectángulo: Persona con un ángulo mental que sólo le permite ver las reglas y no tiene ni idea de cómo actuar cuando estas se rompen.
Sabelotudo: Pelotudo que cree que se las sabe todas (definición acuñada por el artista plástico hugolaurencena).
Tecnología: El opio de los pueblos.
Tecnolorgía: Siglo XXI.
Zombinización: Revivir lo muerto, usualmente revivir el pasado o volver a reincidir con un/a ex.
Opiobook: Acostumbrado al fin del mundo Twitter: @GestoObsceno Instagram: acostumbrado_al_fin_del_mundo
Covid-19, come difendersi dall'infodemia
Dico che non voglio più discettare di covid, green pass e vaccini qui sui social, ma poi torno a ricadere nel vizio di non starmene zitto.
Sarà che io non scrivo per spiegare.
Io scrivo per capirmi e capire.
Poi, se qualcuno passa e, leggendo il mio blog, vede accendersi una lampadina che teneva spenta dentro di sé, io sono contento.
In genere tendo a credere che le vie di mezzo assommino i vizi degli estremi, ma mai come in questo periodo mi sento assediato da una accent
Pare che in qualche modo la pandemia stiamo riuscendo a contenerla. [...]
Quella che invece continua a dilagare e a crescere è l'infodemia sul virus, la dilagante mole di informazioni e controinformazioni che rimbombano e riecheggiano sui social, nei bar, nelle scuole, sui treni, nelle aule del parlamento, sui giornali e nei telegiornali; controinformazioni e informazioni, per lo più non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi sull'argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili.
Ne parlo qui, e mi farebbe piacere che vi fermaste a leggere, riflettere, integrare e criticare.
Qualche principio di cittadinanza digitale ai tempi del covid 19
L’inframondo di internet è così vasto e così zeppo di dati, informazioni e notizie più o meno vere e più o meno false che, se ti metti a cercare, trovi conferma a qualunque tua ipotesi, anche la più strampalata, fantasiosa o creativa. Se mi sveglio un mattino e penso una cosa tipo: “Ma vuoi vedere che non ci sono mai andati sulla luna?”, oppure “Secondo me i francesi (o i repubblicani o Soros) stavano dietro la caduta delle torri gemelle?”, o anche “Ma non è che mi fa male la testa perché bevo troppi cappuccini?”…, è molto probabile che io trovi conferma alle mie ipotesi in qualcun altro, magari pure un professorino supplente in una scuola media di Harvard, che ha pensato la stessa cosa e ha aggiunto dati, sempre scovati in internet, e raccolti dai siti di un radiologo radiato dall’albo e da un famoso nerd, youtuber da 6mila follower, che da 6 anni non esce di casa. Nella psicologia applicata si chiama “bias di conferma”, e a me pare una delle grandi insidie dei nostri tempi. E poi anche della nostra lettura delle statistiche bisogna fidarsi solo fino a un certo punto. “Torture numbers, and they’ll confess to anything.” (Gregg Easterbrook) I numeri, sono fatti così, sembrano certi e del tutto affidabili, ma sotto tortura sono disposti a dirci qualsiasi cosa vogliamo che ci dicano. Insomma, impariamo ad approcciare le informazioni (ed anche i dati quantitativi) con senso critico; impariamo a dubitare di tutto, anche dei nostri preconcetti, e poi cominciamo ad analizzare le fonti, l’autorità degli emittenti dei dati e delle informazioni, i loro fini, lo stile comunicativo, i mezzi e il linguaggio che usano; senza partire neanche dal preconcetto che la controinformazione sia sempre più vera, giusta e onesta dell’informazione. Io, personalmente, comincio a sospettare soprattutto quando mi trovo di fronte qualcuno che usa un linguaggio troppo assertivo e pretende di essere l’unico detentore della verità. Poi se mi trattano come un bambino e cercano di far valere la propria autorità per mettermi soggezione o instillarmi paura, mi girano proprio le scatole e debbo fare appello a tutta la mia buona educazione e a tutto il mio senso civico per non mandare a fare in culo il mio interlocutore, amico, amante, conoscente, pari grado, sottoposto, governatore o presidente che sia.
Da Infodemia e distorsione dei dati e delle informazioni
La stessa barca
Divagazioni critiche da Papa Francesco a Petrolini Ettore. Una cosa di sinistra.
Era di marzo. Cominciavano le chiusure e la diffusione delle paure. Si era nel pieno dell'infodemia e della pandemia.
Il papa ci ricordò che siamo tutti sulla stessa barca, "fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda".
Nel mio piccolo, a quei tempi, qualcosa del genere stavo già provando a dirla anch'io.
Provo a riproporvela, provo a ripeterla...
https://aitanblog.wordpress.com/2020/03/25/ottimismo-della-volonta/
Se dobbiamo sacrificarci, dobbiamo sacrificarci tutti. Ad ognuno secondo il suo portafogli e le sue capacità. E penso che sia anche il caso di rivedere l’ordine di priorità delle spese pubbliche.
Insomma, qualora si realizzasse una seria patrimoniale e un taglio alle spese militari io, da statale, metterei la firma per aggiungere un fondo di mutuo soccorso di un paio d'anni da prelevare dal mio stipendio, al fine di dare un concreto sostegno alle categorie più danneggiate dalle chiusure, dalle limitazioni, dagli isolamenti e dai coprifuoco.
Ma la vedo difficile. Sarebbero misure autenticamente di sinistra. A limite verrà realizzata in modo coattivo solo la terza che ho detto. Pagheremo solo e sempre noi delle classi medie insieme con coloro che hanno sempre pagato...
Lo diceva pure un secolo fa Ettore Petrolini: "Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono tanti."
Bravo!
Grazie.
https://aitanblog.wordpress.com/2020/10/25/la-stessa-barca/