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È stata una scelta sbagliata iniziare.
@sindromedi-stendhal
E’ che ti ho perso quando i tuoi occhi hanno smesso di cercarmi.Tra tutti gli sguardi mi chiedevo: perché proprio il mio? Ci trovammo per caso e apprezzai constatare che gli incontri improvvisati sono tra i più belli, perché in un certo senso ti aggiustano la vita. Parlarsi era naturale e semplice come se ci conoscessimo già da tempo, noi coi cuori malfermi che ballano anche senza valzer. Ci allontanammo perché eravamo troppo simili, o forse immaginavamo di esserlo. Scansarti quando tutto ciò che volevo era starti accanto. Mi ignorasti con l’indifferenza più profonda, quella che senza dire nulla ti spezza in due. Credevo di essere unica per te, e sorridevo allo specchio pensando di averti di fronte, invece mi confondevi con chiunque ti stesse accanto.
Mi fa un po' male il ginocchio. Dopo anni di cadute e i tuoi sospiri addosso. Soffi come quando costruivo castelli di carte e ti divertivi a farli volare lontano dal tavolo, hai soffiato anche prima come se io fossi stata un pezzo di carta. E da tale, prima sono riuscita a volare dopo... Non lo so.
Sai qualcuno mi disse che non sono io che scelgo i libri, ma sono loro che scelgono me. Io penso né l'uno né l'altro perché sei tu che hai trovato la disposizione della lettrice ideale, perché hai interiorizzato la metafora dello specchio. Potrai imbatterti in specchi più o meno fuligginosi, scheggiati, infranti, arrugginiti, deformanti, illusori, troppo piccoli o troppo grandi. Ma in ciascuno troverai qualcosa che ti riguarda, foss’anche solo un lampo, un barbaglio che occhieggia dal fondo, uno scintillio che trapassa la superficie offuscata. Tu per me sei questo. Potrei anche stancarmi di leggerti, possibile, ma ogni volta che ti leggo è come se lo facessi per la prima volta…e che ogni volta è pari a re-innamorarsi di te.
Burp!
Treno vuoto. Strano ma vero per una volta sono arrivato al binario con largo anticipo. Entro. Nessun rumore, nessuna persona nella carrozza in cui scelgo di sedermi, la quiete più totale, praticamente un sogno. Peccato per il suono delle porte. Biiip! Entrano tre ragazzette rumorose di circa 15/16 anni fresche di shopping. Una più grezza dell'altra, sia nei modi di fare che nel vestire. Il sogno era finito. Tra le grida e le risate sciocche una delle tre decide di mollare un rutto che manco in una competizione di rutti di livello internazionale si sarebbe potuto sentire. Tutte ridono e cominciano a fare ancora più rumore. Inutile dire che la situazione che fino a poco prima era un sogno ad occhi aperti si è trasformata in un incubo.
Ho spesso paura del futuro, ripenso sempre al passato e non vivo mai il presente
I cuori sono fatti per essere infranti.
Oscar Wilde