Promemoria per gli ex|Rheu, murales e tarocchi in commissione.
Roma, sera del 29 giugno 2017
Promemoria: non bere mai assieme ad un tuo ex. Mai. Nemmeno se sai di reggere benissimo. Soprattutto perché non sai quanto possa reggere lui. Eviterai sicuramente il crearsi di situazioni altamente pericolose.
Appunto a parte, non sono stati fatti danni. La situazione era questa: io da sola alla Corte, fatto una nuova conoscenza (una ragazza timida, cinese, di nome Qian) e la successiva apparizione del mio ex, Gérard, nel locale.
Ci siamo praticamente scolati una bottiglia in due. C'è stato qualche avvicinamento, qualche contatto cercato da lui. Io davvero non so come dovrei comportarmi, visti i trascorsi.
Ha voluto scortarmi fino sotto casa.
Sapevo benissimo dove volesse andare a parare, ma gli ho dato la buonanotte lì e sono salita da sola. C'è rimasto male, temo.
Non ti dico il mal di testa che mi ha dato il buongiorno. Sto iniziando a perdere colpi? Certo che avere in testa sta dannata cantilena ogni tre per due non mi sta giovando affatto. La vodka mi serviva per dormire almeno qualche ora, ovviamente non mi aspettavo di doverla condividere con lui. "Fortuna che è sabato" mi sono detta, potendo restare a letto fino a tardi.
Nonostante i postumi della sbronza, sono uscita nel pomeriggio, forse semplicemente dovevo essere a Termini in quel momento, giacché ho avuto modo di scoprire altro su Rheu.
Un incontro del tutto casuale, come stavo dicendo. Non ha perso tempo a notare il tatuaggio temporaneo all'hennè fatto il pomeriggio precedente da Jessica (giusto per prepararmi all'idea di quello permanente). Mi ha sfiorato il collo con le dita, laddove mi aveva "baciato" la volta prima. Ho provato uno strano fremito.
«Non sottovalutare il "per sempre". Spesso è più lungo di come sembri.»
Un commento che mi ha dato da pensare ad altro, ormai sono sicura del mio primissimo tatuaggio che gli ho riferito di aver disegnato da me, quindi la conversazione si è spostata sul fargli vedere qualche mio lavoro, palesemente interessato a questo nuovo lato di me.
Prima di spostarci da Termini, mi ha guardata con quella sua espressione da faccia da culo.
Avevo già capito avesse un'altra delle sue pensate poco legali. Un nuovo furto di auto?
Mi ha condotto in un vicolo vicino, fatto attendere in un punto cieco per le telecamere, mentre lui ha iniziato a imbrattare il muro con una bomboletta spray.
«Devo lasciare un messaggio»
Ma che tipo di messaggio? (che ha poi specificato essere simbolo di "altra famiglia").
Ero alquanto allibita, non tanto per il non capire, ma per il metodo utilizzato essendo in piena epoca tecnologica. Ha pure salutato tranquillamente verso la telecamera della videosorveglianza!!! Folle!
Ci siamo quindi allontanati di fretta dal vicolo, verso la mia auto e già che era ora di cena, l'ho portato a casa mia.
Lo zingaro e la modella parte seconda.
Ha trovato assai divertente il mio averlo invitato in casa, nonostante la sua indole da ladruncolo. Un dettaglio a cui non stavo dando minimamente peso, non avendo pregiudizi su di lui.
Avendogli parlato dei disegni, l'ho portato subito nello studio, un po' in ansia di mettere a nudo la mia vena artistica.
«Questo posto… sai, ti si addice. Credo. È chiaro… luminoso e pulito. Tu è un pò… così.»
Un complimento che non mi aspettavo.
Gli ho così mostrato alcuni miei lavori, evitando quelli per me più intimi, e sai come se ne è uscito?
Con un «Dovresti tornare a disegnare…»
E poi ha aggiunto (spiazzandomi):
«Disegna per me. Disegna nuovi tarocchi… per me. Io è oracolo… tu è medium. Pensa le previsioni che io può fare con carte disegnate da te. E’ solo teoria ma… forse non saranno più di semplici carte, ma perché no provare, si? E’ proposta che serve a fare tornare a te la voglia di disegnare… e se poi funziona davvero cosa di medium, tanto meglio, io ci guadagna soltanto.»
Ne sono rimasta piacevolmente scioccata non avendo mai lavorato su commissione se non per i clienti in studio di mia sorella. È stato, come dire, strano? Ma quello strano capace però di scaldarti il cuore e farti venire voglia di provare. Di buttarti in questa nuova sfida. Avevo evidentemente bisogno di una spinta. Di essere spronata e vincere il mio blocco con la matita.
Ho carta bianca sulla commissione, l'importante che vengano dalla testa e dal cuore. Testa e cuore di una Medium.
Poi è arrivato il momento gaffe in merito al pagamento (giacché non vorrei niente in cambio, già per me è gratificante essere stata presa in considerazione per un lavoro così).
Ha esordito con un poter scegliere quello che volevo come pagamento per l'appunto, e nel farlo si è messo bello in mostra.
Ovviamente dovevo capire male, no?
Per un nanosecondo ho persino avuto dei pensieri un tantino peccaminosi, non essendomi indifferente... così ho sdrammatizzato con una battuta, pessima, sul sia mai si venisse a sapere che accetto pagamenti in natura.
Non credevo alle mie orecchie. Ho seriamente detto così?!?
Ovvio. La conferma è arrivata con la sua risposta:
«Cioè… se tu vuoi… quel tipo di servizio, io è d’accordo. Ma… quello che io intende è che fare baratto è parte di mio lavoro. Se tu vuoi cosa, io ti recupera quella cosa. Se tu vuoi… eliminare persona scomoda… Io è ottimo a convincere loro per lunga e salutare vacanza fuori città.»
Eh già, ha questa strana fissa sull'eliminare gente e problemi. Non ho voluto indagare troppo insomma.
In compenso ho scritto a Zoe, descrivendole il murales di Rheu e sapere qualcosa di più (ma viste le sue mani legate, dubito mi dirà grosse cose e dovrò fare affidamento solo sulle mie di scoperte).