400 lettori!
Non smetterò mai di ringraziarvi, siete la salvezza della mia vita. Vi amo, tutti e 400 perché ognuno di voi mi ha dato ogni giorno la costanza e la volontà di continuare a scrivere. Vi voglio un sacco di bene♥️
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400 lettori!
Non smetterò mai di ringraziarvi, siete la salvezza della mia vita. Vi amo, tutti e 400 perché ognuno di voi mi ha dato ogni giorno la costanza e la volontà di continuare a scrivere. Vi voglio un sacco di bene♥️
Ringrazio l'asfalto per ogni salto che mi ha lasciato fare, ringrazio le gambe, le mie e le altre, per ogni tuffo al mare, ringrazio le case, anche quelle in affitto, che sanno ospitare. Perché dire grazie ogni tanto, d'altro canto non si può evitare, quando la luna si vede di giorno, come l'estete diventa autunno. Sono arrivata qui, sto bene anche se è lunedì, sento che respiro l'aria che rigira il mondo come se fosse un'elica. Ringrazio il quartiere per tutte le cose che non mi hai saputo dare, perchè ciò che non c'era l'ho inventato l'ho potuto immaginare. Quando non vedi le stelle di giorno, quando la scuola finisce a giugno.
È arrivata domenica, è un coro che canta. Trovarsi a mezzogiorno, ringrazio ogni cosa, il profumo del pane dall'altra parte del mondo.Ti dico grazie e suono più forte, e suono ancora più forte.
Questi mesi...tutti belli...
Ci sono luoghi, persone, eventi, musiche, profumi, persone che ti si insinuano dentro creando ricordi indelebili che resteranno per sempre con te, non importa la strada (le strade) che prenderai, non importa il tempo che passerà inesorabile perché sempre ti ricorderai di quei viaggi, di quei luoghi e di quelle persone, e sarà sempre difficile non asciugarsi qualche lacrima. E ti ricorderai anche come ti sei sentita quando è arrivato l’ultimo di quei viaggi. L’ultima partita vista. Con la speranza che quella non sarebbe stata davvero l’ultima, ma anche la consapevolezza che prima o poi tutto sarebbe finito. Già. Perché tutto prima o poi ha una fine. Tutte le cose belle finiscono. E mi sento di ringraziare tutto, ma proprio tutto per avermi fatto stare bene in questi mesi. E non ci vuole poco per farmi stare bene davvero, senza pensieri, senza sentirmi sola, incompleta, vuota. Ringrazio mia madre che è sempre venuta con me, la mia auto, l’autostrada, la pioggia spesso trovata lungo il tragitto, il tentativo di fare la strada normale al primo viaggio, che è sembrato interminabile, le gallerie, il distributore di gpl dell’andata, il confine di stato passato tante volte, l’autovelox che una volta ha deciso di partecipare anche lui al viaggio, il casello di pedaggio aumentato di 10 centesimi con l’anno nuovo, la strada per arrivare che non ho mai capito come mai non fosse mai la stessa. E ovviamente anche i nomi delle vie che ormai diventavano note, il garage a pagamento che mi faceva perdere dieci anni di vita ad ogni rampa fatta, che fortunatamente ha sempre collaborato, e poi ovviamente la strada tutta dritta per arrivare al mare. Quel mare che mi ha fatta innamorare già il primo giorno, quel mare che ho visto in ogni suo colore, dal blu più intenso, al grigio nelle giornate coperte, al rosso dei tramonti più spettacolari. Lui sempre lì, ad accompagnarci nelle passeggiate, a tentare di abbracciare la spiaggia, noncurante di tutte le volte che è stato mandato via, un po’ come me insomma, a sperare in un abbraccio che forse con più di qualche rimpianto, non è mai arrivato. E poi quella splendida passeggiata, con l’aeroporto, e gli aerei che partivano e arrivavano da tutto il mondo, la scritta, il porto, il faro, le viste mozzafiato, i negozietti troppo costosi e i dolci prelibati........
E poi ovviamente anche le persone.
Quella squadra mediocre che però ho amato tanto, chi più chi meno, dal primo all’ultimo giocatore, all’allenatore, a chi strappava i biglietti, ai membri dello staff, e alla musica prima delle partite che mai sono riuscita ad identificare ma che mi porterò dentro per sempre, che ho registrato, per paura di dimenticare anche se so che non lo farò.
E ancora gli occhi verdi di quel giocatore, e la sua gentilezza nel salutarmi sempre, e ancora prima di lui forse Il ragazzo più carino di tutta la squadra che mi ha sempre sorriso, e dell’allenatore.
E poi ovviamente lui.
Il principale motivo dei miei viaggi. E meno male che non mi volevo più cascare dentro in storie improbabili, in amori impossibili. Lui lo devo ringraziare a prescindere. Per tutto. Perché lui non può nemmeno immaginare quanto conti per me, e quanto per me abbia fatto. Senza saperlo magari. Però l’ha fatto e mi basta quello. Compresi gli auguri di compleanno con un giorno di ritardo, e i sorrisi che mi ha rivolto, quando magari, conoscendolo, di sorridere proprio non aveva voglia. Non me la sento di scrivere altro, di parlare della persona per cui tra meno di una settimana farò 2000km in auto per vederla un ultima volta con quella maglia. E si sa. La normalità non mi è mai appartenuta.
"Io non voglio cancellare il mio passato, perché bene o male mi ha resa quella che sono. Anzi, ringrazio chi mi ha fatta scoprire l'odio e il dolore, chi mi ha amata e usata, chi mi ha detto ti voglio bene credendoci e chi invece l'ha fatto solo per i suoi sporchi comodi. Io ringrazio me stessa per aver trovato sempre la forza di rialzarsi e andare avanti, sempre."
- O.Wilde
Ringrazio gli dei, qualunque essi siano per la mia indomabile anima.
William Ernest Henley
Non so più stare tra la gente, ho pensieri di un pazzo.
- Fabri Fibra - Ringrazio
Perché sono così cattivo? Non c’hai mai pensato? Non sai cos’ho passato, non te l’ho mai spiegato
Fabri Fibra - ringrazio