“ Presenti dietro le linee tedesche con missioni segrete paracadutate prima ancora del crollo del regime e dell'armistizio, gli angloamericani, attraverso il Soe (Special Operations Executive) britannico e l’Oss (Office of Strategic Services) statunitense, stabiliscono con le forze partigiane contatti che si strutturano e si consolidano progressivamente. Inviano in molte aree agenti e radiotelegrafisti, e organizzano aviolanci per foraggiare le formazioni con armi (che gradualmente migliorano le dotazioni iniziali delle bande), equipaggiamenti e rifornimenti (come non pensare alle sigarette inglesi che fuma il partigiano Johnny di Fenoglio?). Gli Alleati, inoltre, aiutano la Resistenza economicamente, in misura crescente e più stabile nelle fasi conclusive della guerra: gli accordi che vengono siglati a Roma il 7 dicembre 1944 tra gli inviati del Clnai e il Comando supremo delle forze alleate nel Mediterraneo prevedono un finanziamento di 160.000.000 di lire al mese. Naturalmente, nel fare tutto ciò gli angloamericani sono attenti ai loro obiettivi, che – al di là della sconfitta dei tedeschi e dei fascisti – non coincidono esattamente con quelli della Resistenza italiana. Le cose cambiano a seconda che si parli di inglesi o statunitensi, di comandi o di missioni sul campo e a diretto contatto con le formazioni, di una fase o di un’altra, ma in linea generale dai partigiani italiani gli Alleati vogliono soprattutto servizi di informazione regolari, dettagliati e tempestivi sui movimenti dei nemici, così come sabotaggi e colpi che ne tormentino le retrovie. Non concepiscono, invece, che essi pretendano di ritagliare per sé un ruolo politico. Il responsabile del Soe John McCaffery lo spiega a Parri nell'agosto del 1944 con parole e toni che non lasciano spazio a dubbi: «Molto tempo fa ho detto che il più grande contributo militare che potevate portare alla causa alleata era il sabotaggio continuo, diffuso, su vasta scala. Avete voluto delle bande. Ho appoggiato questo Vostro desiderio perché riconoscevo il valore morale di esse per l’Italia. Le bande hanno lavorato bene. Lo sappiamo. Ma avete voluto fare degli eserciti. Chi vi ha chiesto di fare così? Non noi. L’avete fatto per ragioni politiche e precisamente per reintegrare l’Italia.» È soprattutto per queste ragioni che non mancano i contrasti e le polemiche (durante il 1943-1945 e poi nella ricostruzione storiografica del rapporto tra angloamericani e partigiani): da un lato c’è la diffidenza degli Alleati verso ideologie di marca rivoluzionaria, temperata però dall'intenzione di agire prima di tutto in base a criteri di efficienza militare; dall'altro ci sono i sospetti delle formazioni, portate a vedere in ogni ritardo negli aiuti un calcolo deliberato per depotenziare la carica politica della Resistenza. “
Chiara Colombini, Anche i partigiani però..., Laterza (collana I Robinson / Letture), 2021. [ Libro elettronico ]















