“Muoio, nei vostri prati da picnic con 3 ciuffi d'erba Muoio, osservando la vetrina di un'altra boutique di merda Muoio, afflitto dal nostro egoismo Muoio, trafitto dal vostro cinismo Scontato come queste vite che vi trascinate appresso Trite dove spesso vi bucate il plesso con un cacciavite adesso Che pregate un dio spesso solo se soffrite Ammesso e non concesso che vi ascolti dal suo meteorite Sparato a bomba nella tomba della notte astrale Sotto un diluvio stellare nel buio siderale Oltrepassare soli come lampioni Pianeti come case lungo una pianura di materia oscura Muoio, annegato dentro il male Come un vecchio cane gettato nel sale Muoio, nella repressione che ha il sapore Di un abbraccio prima dell'esecuzione Muoio, ogni volta che devo reprimere me Per non deprimere te Muoio, nell'eterna convinzione di un mondo migliore 'affanculo tutto quanto intanto guardo un altro giorno bianco per te Mentre io arranco e sto scartavetrando il fango dentro me Piango solo ripensando a quando volavamo in tre Io te e l'angelo nero dell'inquietudine Mancami perchè è il solo modo per tenerti dentro E guardami mentre scompaio avvolto dal tempo Esili pure nella tomba coperta d'argento Scheletri nella notte fonda limata dal vento!”
-John Princekin

















