" Quando il generalissimo Francisco Franco morì, il 20 novembre 1975, la Spagna iniziò a risvegliarsi dall’incubo di una dittatura durata quarant’anni. Pochi anni dopo, il 9 febbraio 1980, un concerto al Politecnico di Madrid, trasmesso in diretta dalla radio e dalla televisione spagnole, inaugurò l’ubriacatura che prese il nome di Movida madrileña. I giovani si riappropriarono della notte che era stata loro sottratta dai coprifuoco e dai cani lupo dei poliziotti franchisti. E il loro entusiasmo contagiò rapidamente il resto della Spagna, alimentando una controcultura che coinvolse la musica, i graffiti, le riviste, i programmi e i locali pubblici.
Tutt’altra cosa, e solo una caricatura di quella, sembra invece essere la movida dei giovani (e meno giovani) borghesi dell’Europa di oggi. Lungi dal ricordare i tormentati oppressi che si risvegliavano da un incubo totalitario, essi appaiono come dei soddisfatti «giovin signori» che dormono un sonno consumistico, sprecando i pomeriggi e le serate al bar e le nottate in discoteca. Nel mondo reale la crisi impazza, ma sulla tolda del Titanic gli stupidi figli di papà bevono e ballano, ignari o incuranti dell’esistenza di altri giovani (e meno giovani) sottoccupati, disoccupati o immigrati. "
Piergiorgio Odifreddi, Dizionario della stupidità. Fenomenologia del non-senso della vita, Rizzoli, 2016.















