“ La grossolanità degli uomini del popolo nei paesi civili non deriva solamente dal fatto che essi sono ignoranti e poveri, ma anche dal fatto che, essendo in tali condizioni, sono quotidianamente in contatto con uomini istruiti e ricchi. La vista della loro sfortuna e della loro debolezza, ogni giorno contrastanti con il benessere e la potenza di qualche loro simile, eccita in loro la collera e il timore; essi sono irritati e umiliati dal senso della loro inferiorità. Tale stato d'animo ha la sua espressione nei costumi e nel linguaggio basso e insolente di questa gente. La verità di questo fatto si prova facilmente con l'osservazione: nei paesi aristocratici il popolo è più grossolano che altrove; nelle città opulente è più volgare che nelle campagne. Nei luoghi, insomma, ove si trovano uomini forti e ricchi, i deboli e i poveri hanno un senso di abbrutimento e, non avendo alcun mezzo per riconquistare l'eguaglianza, disperano di se stessi e perdono ogni dignità. Questo dannoso effetto dell'ineguaglianza delle condizioni non si riscontra presso i selvaggi: gli indiani come sono tutti ignoranti e poveri, così sono tutti eguali e liberi. “
Alexis de Tocqueville, La democrazia in America, a cura di Giorgio Candeloro, Biblioteca Universale Rizzoli (collana B.U.R. Saggi), 2005⁶ [1982], p. 37.
[ Edizione originale: De la démocratie en Amérique I-II, Librairie de Charles Gosselin, Paris; 1835, 1840 ]









