Attualmente, fra gli analfabeti funzionali (radical chic) italiani che si spacciano per scrittori, va moltissimo di moda la turbocazzola alla Haruki Murakami: mattoni insipidi che non regaleresti nemmeno al tuo peggior nemico.
Per quali motivi dovrei lasciarmi anche solo ispirare da una "filosofia orientale" che per secoli e secoli non è riuscita minimamente a intuire che infilzare con dei dentini affilati a distanza ravvicinata (forchetta) del cibo è più comodo che mangiare con le bacchette?
Nel 2025, in Italia viviamo ancora un'atmosfera da George Romero: in una moltitudine di zombie venuti su a "biberon&eucarestia" che non sanno neanche dove sta il proprio sedere.
Qual è allora il genere artistico su cui puntare per procedere, come nel Nordeuropa, per una sostanziale iconoclastia? Per un passaggio veloce da Medioevo Buio a Paese (finalmente!) Civile?
Alla distopia: al genere gotico, all'horror originale alla Pupi Avati, come si continua a fare con ampio gradimento "Lassù".