L’emergenza che stiamo vivendo è un’esperienza forte.
Forse è così forte perché è l’unico modo che ha di farsi sentire.
Soltanto così facendo riusciremo ad ascoltarla, ad ascoltare il suono della verità.
E’ proprio vero che finché non sbattiamo contro qualcosa di grande continuiamo a camminare, diritti per la nostra via. Non curanti di niente e di nessuno.
Spesso siamo sordi, di fronte agli altri che ci chiedono aiuto, di fronte a noi stessi che ci imploriamo perdono.
Penso sia ora di iniziare a capire, di cominciare ad ascoltare, ad ascoltarci.
Continuare la vita frenetica di tutti i giorni è inutile e per quanto in apparenza possa sembrare totalmente l’opposto, è controproducente.
Si, è controproducente, perché passiamo la maggiorparte del tempo a pensare a cosa fare ora, cosa fare dopo, domani, tra un anno e tra dieci, che perdiamo la percezione del tempo, la percezione di noi stessi. Mentre la cosa più importante siamo noi stessi. Sei tu, così tanto quanto lo sono io. Perché siamo tutti uguali, abbiamo tutti la necessità di avere un posto speciale per noi stessi nella nostra vita; ma purtroppo questo ce lo ricordiamo solo di fronte ad emergenze come queste.
Ed è vero, anzi, verissimo, che ci rendiamo conto di quanto una cosa per noi sia importante soltanto dopo averla persa. Ma quali cose? Io parlo delle abitudini, di quei piccoli gesti che dai, che diamo, per scontati. Della quotidianità. Della vita.
Si, perché noi diamo per scontato di essere vivi, quando in realtà non lo è.
E quindi dovremmo iniziare a vivere nel presente, a pensare ad ora, ad oggi, a questo preciso momento; a godercelo perché è l’unica cosa che abbiamo.
Basta una particella - come abbiamo visto - per portarci via quasi tutto, almeno tutto ciò che da noi viene considerato fondamentale.
Bastano poche particelle per portarci via la vita.
E noi che continuiamo a preoccuparci delle cose futili, materiali che non ci rendono davvero felici ma che sono soltanto una proiezione di bisogni e incertezze, mancanze.
E noi che continuiamo a rimuginare su avvenimenti passati, cose lontane che non ci lasceranno mai in pace se continueremo a mantenerle vive.
E noi che continuiamo a pensare ossessivamente alle nostre paure, ad avere paura di immagini che nella realtà non esistono ma che ci condizionano a tal punto da portarci a non saper più distinguere la realtà dalla paura.
Che senso ha tutto questo?
Non conviene, dunque, vivere adesso; essere le persone che desideriamo essere oggi, piuttosto che avere paura e rischiare di venire spazzati via come polvere domani?
Siate voi stessi, siate chi desiderate essere e siatelo oggi, non domani.
- Camilla C. (via Inter_Sidera_Versor)