Per tutti coloro che non hanno saputo conoscermi, non per davvero.
Per ogni aggettivo gratuito che mi è stato attribuito in passato od oggi stesso.
Per ogni critica subita di conseguenza ad ogni scelta che mi ha resa quella che sono oggi.
Per ogni problema affrontato di petto, ogni parola pronunciata con la massima cura, puntualmente non colta da menti esterne.
Per ogni tentativo di pugnalata alle spalle non riuscito, ignaro del dover subire sorte peggiore.
Per ogni gesto volto a ferirmi, ignaro della sensibilità non esistente nella mia persona e della filosofia di vita che m'appartiene.
[Se sei afflitto da qualche causa esterna, non è questa ciò che ti molesta veramente, ma il giudizio che ne dai, e questo sì, puoi annullarlo immediatamente. Se invece ciò che t'affligge è inerente al tuo carattere, chi t'impedisce di correggere il tuo giudizio? In modo analogo, se ti rattristi di non riuscire a compiere un'opera che ti pare buona, perchè non ritenti con più impegno, invece di rattristarti? "Ma non vale più la pena vivere, se non posso compiere quest'opera per causa esterna." Esci allora serenamente dalla vita, come muore colui che porta a termine il suo fine, senz'astio verso gli ostacoli incontrati; come muore chi ha colto la vera importanza dell'IO, chi ha attribuito ruolo marginale ad ogni affetto, qualsiasi sia il suo ruolo. Come chi ha raggiunto il proprio equilibrio interiore facendo spazio alla freddezza e fermezza emotiva.]
Per ogni bugia e suggerimento (riguardante la mia persona) da voi accolto a braccia aperte sol perché più facile da accettare rispetto alla cruda realtà.