MUTO
cammino rapido verso casa. ho fatto tardi al lavoro. ho perso due treni per le coincidenze e devo fare questi maledetti sessanta chilometri. sono le dieci e sono fermo a Lichtenberg ad aspettare la U5 per tornarmene a casa, a Tierpark. a parte aver scelto casa ad est per l'ordine maniacale degli edifici e degli appartamenti, sono relativamente vicino ad uno degli zoo di Berlino. e quando sono arrabbiato, teso, triste, con soli 9 euro che qui non sono niente mi piazzo di fronte alla teca dei lemuri e sto lì a vederli saltare da una parte all'altra. hanno gli occhi sbarrati e sembrano avere tolto tutte le energie a noi esseri umani. quando esco da lì, di solito mi sento le energie dei lemuri e ricomincio da capo. niente più problemi al lavoro, con l'affitto, con la ragazza spagnola che sto frequentando. niente. sono le 16 passate, c'è un buio pesto e ci saranno 3° e siccome lo zoo chiude alle 18 spero che la maledetta U5 arrivi in fretta. poi, in un lampo, sono lì di fronte alla teca. pochi secondi e arriva il custode: -stiamo per chiudere, deve andare verso l'uscita- mi dice. poi mi guarda meglio, sa di avermi già visto e che il Tierpark è lo zoo più sfigato di tutta Berlino. - la lascio, quando ha finito con i suoi lemuri venga all'ingresso 4 che io sono lì di guardia e le apro- sono così soddisfatto che lo ringrazio e mi siedo. il tempo passa, non saprei quantificare se minuti ore giorni anni. io, nel buio, illuminato dalla luce a led della teca. i lemuri sempre sfreccianti tra un ramo ed un altro. e così preso dai balzi che non mi accorgo di passi, passi che si avvicinano alle mie spalle. solo quando sento il calore di un corpo estraneo nel freddo della stanza mi rendo conto di non essere solo ma nell'oscurità non riesco a vedere che una sagoma, magrissima, annebbiata, cupa. la sola cosa visibile sono le pupille: gialle e brillanti. capisco subito che è venuto per me, che altro non è che uno spirito della notte, un lemure appunto dalle sembianze sovrumane. so benissimo che l'alimentazione di questi primati è prevalentemente composta da erbe, insetti, foglie e larve. e d'istinto mi guardo le mani: sono seccate dal freddo, come delle foglie d'autunno. e senza dire una parola, il dio dei lemuri mi afferra tra le sue dita vaste e mi cinge le gambe con la sua coda lunghissima. ed inizia dalle guance per poi passare a tutto il resto. non tocca la carne, i suoi denti da roditore sono abbastanza allenati per selezionare solo ciò che gli interessa. ma resto immobile, in silenzio. e non ho paura. mi sta solo togliendo una scorza per farmi fare la muta di cui forse avevo bisogno.














